Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Cosa dice la legge? Come ottenere canapa per fini terapeutici

Art. 32 della Costituzione italiana: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

 

Chi vuole seguire il percorso istituzionale e richiedere che il farmaco venga importato dall’estero deve seguire una serie di procedure regolamentate dalle seguenti norme:

-Decreto dell’11 febbraio 1997 firmato dall’allora Ministro della Salute Rosy Bindi: Modalità di importazione di specialità medicinali registrate all’estero, che permette di importare i farmaci non distribuiti nel circuito sanitario italiano.

-Decreto Ministeriale n. 98 del 28 aprile 2007: Aggiornamento e completamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative composizioni medicinali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309 e successive modificazioni e integrazioni, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope e di prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. In questo decreto sono stati inseriti i principi attivi della canapa e i suoi omologhi sintetici. Questo decreto ha normalizzato la vendita della canapa in farmacia e ha riconosciuto, per la prima volta istituzionalmente, le sue proprietà terapeutiche.

Nel concreto, se pensate che la canapa possa contribuire a rendere la vostra vita meno sofferente, o possa aiutarvi a rendere la terapia assunta per curare la vostra patologia meno invalidante, ecco quali saranno i passi da seguire:

– Parlarne con i propri medici. Il thc è ufficialmente in Tabella dei medicinali sezione B, quella delle benzo-diazepine, cioè sostanze di riconosciuto valore terapeutico.

– Ottenere dal medico curante “di famiglia” (mmg) o dallo specialista ospedaliero la “prescrizione” (in realtà è una “richiesta di importazione di medicinale in commercio all’estero”, ai sensi del D.M. 11/2/97), sul modulo appositamente predisposto dal Ministero della Salute, di uno dei farmaci a base di cannabinoidi, in quantità necessaria al massimo per 3 mesi di cura.

– Nel caso la richiesta sia firmata dal mmg, consegnare il modulo alla Farmacia Territoriale della asl di riferimento, che a sua volta richiederà l’autorizzazione all’importazione del medicinale al Ministero della Salute.

– Ottenuta l’autorizzazione del Ministero (dopo più o meno una settimana), la asl stessa importerà il medicinale e arrivato il farmaco, avviserà il medico o il paziente. Complessivamente, dai 20 giorni ai 2 mesi circa e anche di più, se per quella farmacia è la prima volta e non sono pratici. La maggior parte delle Farmacie Territoriali asl, ma non tutte, chiedono al paziente di pagare il costo del farmaco e delle procedure di importazione. Sono autorizzate a farlo dal D.M. 11/2/97 e dalle circolari del Ministero. Si pagano solo le spese senza il ricarico commerciale delle farmacie “normali”.

– Se è lo specialista a compilare la richiesta, in teoria basterebbe che lo stesso la consegni alla farmacia dell’ospedale di riferimento e si dovrebbe ottenere il farmaco gratis tramite il day hospital, come prevede la legge.

Acquisto di cannabis terapeutica a pagamento mediante le Farmacie Territoriali aperte al pubblico

Dopo l’entrata in vigore del DM 23/01/2013, GU n. 33 del 08/02/2013 che ha inserito nella Tabella dei Medicinali sezione B, i medicinali stupefacenti di origine vegetale a base di cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) con entrata in vigore il 23 febbraio 2013, è diventato (relativamente) semplice ottenere cannabis a uso terapeutico presso le Farmacie Territoriali aperte al pubblico.

Da tale data, e in seguito a chiarimenti rilasciati dall’Ufficio Centrale Stupefacenti, è sufficiente:

– rivolgersi a un qualsiasi Medico iscritto all’Ordine dei Medici. Qualsiasi vuol dire: medico di base, specialista, ospedaliero, pediatra, ecc.; – farsi rilasciare una ricetta bianca (su ricettario privato del medico).;

– recarsi in una farmacia galenica che prepari cannabis;

– acquistare la cannabis, pagandola di tasca propria.

La ricetta è non ripetibile, è valida 30 giorni escluso quello di emissione e non ha limiti di durata terapia, ergo può contenere un qualsiasi fabbisogno (1 mese, 3 mesi, 6 mesi ecc.). La ricetta è valida su tutto il territorio nazionale, quindi in tutte le regioni e in qualsiasi farmacia d’Italia.

La ricetta viene redatta in maniera anonima, secondo i dettami degli artt. 4 e 5 della Legge 94/98 (“Legge Di Bella”), viene riportato un codice numerico o alfanumerico di fantasia al posto del nome e cognome del paziente e l’indicazione delle particolari esigenze che giustificano il ricorso alla preparazione galenica di cannabis.

In base alla Legge 94/98, il medico può redigere la prescrizione per qualsiasi indicazione terapeutica della quale esista letteratura scientifica accreditata su riviste scientifiche internazionali.

Acquisto di cannabis terapeutica mutuabile mediante le Farmacie Territoriali aperte al pubblico

Teoricamente è possibile recarsi in farmacia e acquistare cannabis “mutuabile” (gratuita) come un qualsiasi farmaco mutuabile (es. antibiotici, antipertensivi, ecc.) mediante ricetta “rossa” (o la più moderna ricetta “dematerializzata”). A livello pratico però, i tempi e le modalità per poter acquistare cannabis gratuitamente tramite le Farmacie Territoriali dipendono da ogni singola regione e questo sta portando a situazioni disomogenee in tutta Italia, con 20 regioni che applicano normative diverse dato che sono emanate dalle regioni stesse.

Al momento solo le seguenti regioni hanno legiferato in materia:

Puglia, Delibera regionale n. 308 del 9 febbraio 2010
Toscana, Legge regionale n. 18 del 8 maggio 2012
Liguria, Legge regionale n. 26 del 3 agosto 2012
Veneto, Legge regionale n. 38 del 28 settembre 2012
Marche, Legge regionale n. 1 del 22 gennaio 2013
Friuli Venezia Giulia, Legge regionale n. 2 del 7 febbraio 2013
Abruzzo, Legge regionale n. 4 del 4 gennaio 2014
Sicilia, Legge regionale n. 83 del 26 marzo 2014
Umbria, Legge regionale n. 7 del 17 aprile 2014
Basilicata, Legge regionale n. 16 del 11 luglio 2014
Piemonte, Legge regionale n. 11 del 15 giugno 2015

Spesso molte regioni emanano delibere che prevedono la rimborsabilità della cannabis, dando l’illusione che sia effettivamente possibile ottenere cannabis gratuita tramite le Farmacie, ma a livello pratico non cambia nulla poiché tali delibere mancano dei decreti attuativi che stabiliscono gli aspetti tecnici di fornitura gratuita della cannabis, come ad esempio:

– quali indicazioni terapeutiche rientrano tra le mutuabili;

– che tipo di ricetta è necessaria;

– terapia massima prescrivibile (solitamente 30 giorni);

– tipi di cannabis rimborsata.

Nelle regioni in cui la cannabis è concessa mutuabile, l’iter è comunque molto semplice, simile a quello per ottenere cannabis a pagamento. Il paziente infatti deve:

– rivolgersi al Medico di base (o Specialista, in alcune Regioni);

– farsi rilasciare una ricetta rossa (o dematerializzata, in alcune regioni);

– recarsi in una farmacia galenica che prepari cannabis;

– acquistare la cannabis, senza pagare nulla (o ticket, a seconda della regione).

La ricetta è non ripetibile, valida 30 giorni escluso quello di emissione e ha limite massimo di 30 giorni di terapia. La ricetta è valida solo all’interno della Regione in cui viene rilasciata. In base alle disposizioni della Regione, il medico può redigere la prescrizione solo per le patologie che la Regione ha riconosciuto come mutuabili (ogni regione decide diversamente).

Costo della cannabis terapeutica nelle Farmacie Territoriali aperte al pubblico

Il costo della cannabis in farmacia dipende dalla somma di 2 fattori:

– prezzo di acquisto della cannabis da parte del farmacista;

– lavorazione del farmacista.

Entrambi i punti sono determinati dalla Tariffa dei Medicinali, approvata con Decreto del Ministro della Sanità del 18 Agosto 1993. In base al punto 1, il paziente può quindi arrivare ad acquistare cannabis terapeutica olandese (a oggi 5 varietà, “Bedrocan, Bediol, Bedrobinol, Bedica, Bedrolite”) a un costo variabile tra 18-22 €/grammo (iva inclusa). Di seguito alcune brevi indicazioni terapeutiche delle differenti qualità in commercio secondo il produttore e il Cannabis Bureau olandese:

  • Bedrocan: cannabis di tipo Sativa. Il suo livello di thc è standardizzato al 22%, con un livello di cbd inferiore all’1%. Tra quelle offerte dal ministero olandese è la cannabis più diffusa ed è stata utilizzata maggiormente nella ricerca rispetto ad altre varietà. Riduce i sintomi del cancro come la perdita di peso, il vomito e il dolore cronico.
  • Bediol: cannabis di tipo Sativa. Presenta un livello di thc medio-basso, standardizzato al 6,5% e un livello medio di Cannabidiolo non psicoattivo (cbd), standardizzato all’8%. Il Bediol è disponibile in formato granulare. È una varietà consigliata per i pazienti che cominciano il trattamento a base di cannabis e sono timorosi dei possibili effetti collaterali, come l’euforia.
  • Bedrobinol: cannabis di tipo Sativa. Il suo livello di thc può essere considerato medio-forte, standardizzato al 13,5%, con un livello di cbd inferiore all’1%. Alternativa al Bedrocan.
  • Bedica: cannabis della varietà Indica. Contiene una quantità media di thc, attorno al 14%, con meno dell’1% di cbd. Nel Bedica si trova una quantità elevata di mircene noto per avere un effetto calmante. Disponibile in formato granulare. Consigliata per la sclerosi multipla.
  • Bedrolite: varietà non psicoattiva ora disponibile per uso medico e di ricerca. Il Bedrolite è in fase di standardizzazione. Contiene circa il 9% di cbd e lo 0,4% di thc. Consigliato per epilessia e problemi mentali.

Sempre in base al punto 1, il paziente può arrivare ad acquistare cannabis terapeutica italiana (a oggi, prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze in una varietà, detta “Fm2”) a un costo di 15-16 €/g (iva inclusa).

Il punto 2 ha un’incidenza minima sul prezzo finale, dato che quasi sempre si tratta di pochi euro: ad esempio, nella preparazione di un estratto oleoso, 10 ml o 100 ml o 1.000 ml che siano, il farmacista richiede sempre 3,49 euro come da Tariffa dei Medicinali.

 

Costo della cannabis terapeutica di importazione

Quando la cannabis viene importata direttamente dall’Olanda, il costo per il paziente si aggira attorno i 5-6 €/g (iva esclusa) a cui aggiungere spese di importazione e/o gestione pratica (a seconda dell’ausl o Ospedale).

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