Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Anonimo

Mio padre ha 70 anni, ha lavorato tutta la vita come commerciante, ed è in pensione da un anno. A settembre gli è stato diagnosticato un microcitoma polmonare. Un mio amico oncologo mi disse che era questione di mesi. Da settembre sino a gennaio è stato sottoposto a 3 cicli di chemioterapia: ogni ciclo durava 3 giorni per 3 ore al giorno in regime di day hospital. Il microcitoma è un tumore che risponde bene alla chemioterapia ed in effetti, seppur minima, c’è stata una riduzione della massa tumorale, la massa complessiva era di 9 cm e la riduzione è stata di 6 mm. Oltre al tumore sorge una complicazione, la massa tumorale infatti comprime la vena cava creando problemi respiratori e gonfiore del collo e del viso e così, dopo il terzo ciclo di chemioterapia, i medici consigliano di effettuare la radioterapia. La radioterapia dura 24 giorni consecutivi per 10 minuti a sessione. Nel frattempo su suggerimento di un angiologo per contrastare il problema del gonfiore comincia a prendere 2 medicinali: il Lasix, potente diuretico che facilita l’eliminazione di acqua e sali dall’organismo e il Polase.

Dopo la radioterapia e in combinazione con queste medicine il volto di mio padre è sgonfiato.

Mio padre ha cominciato ad assumere canapa non appena diagnosticato il tumore. Una sera discutendo con un amico, veniamo a sapere che un suo conoscente, affetto da tumore polmonare e dato per spacciato, aveva intrapreso una cura alternativa con la canapa assunta tramite vaporizzazione. Così ho deciso di informarmi a riguardo. Sono andato su internet, ho trovato degli studi californiani ed ho letto che in Spagna ed in Olanda la canapa era usata pacificamente per motivi terapeutici, anche in casi gravi di tumore.

Da quel momento, senza ragionamenti di tipo morale, ho scelto di provare. Ipotizzando i tempi bibilici per ottenere il farmaco attraverso l’iter burocratico, non volendo in nessun modo avere a che fare con la criminalità organizzata, e credendo che tutto sommato sia più sicuro, ho cominciato a coltivare 4 piante di White Widow in indoor. Abbiamo comprato subito un vaporizzatore e mentre le mie piante crescevano questo amico mi ha donato un pò di canapa da far provare a mio padre.

Ad insaputa dei medici che lo curavano, ha cominciato ad assumere canapa prima del primo ciclo chemioterapico ed effettivamente a parte la debolezza dei primi 4 giorni, mio padre non ha mai sofferto gli effetti collaterali tristemente famosi della chemioterapia.

Da settembre ad oggi (NDR. febbraio) mio padre utilizza il vaporizzatore per un’ora al giorno, e una bella cima gli basta per 2-3 giorni. Subito dopo l’assunzione deve restare un po’ seduto perché altrimenti ha le vertigini, ma non ha sensazioni spiacevoli, dopo di che si alza e tutto prosegue in piena normalità. Immaginavo la chemio come un calvario ed invece, pur essendo un’esperienza dolorosa, non è drammatica come credevo e penso che il merito sia proprio della canapa: mio padre non ha dolori, non vomita, ha appetito, il tumore non si è mosso ed è restato localizzato nella zona iniziale. Mio padre è molto soddisfatto e dice che, se potesse, andrebbe subito in ospedale a raccontare la propria esperienza e a portare la canapa agli altri malati nelle sue stesse condizioni. Non lo può fare però perché in Italia è vietato.

I motivi che ci hanno spinti a mantenere la riservatezza nei confronti dei medici sono due, il primo di ovvia natura legale, il secondo è legato al fatto che i medici spesso ritengono che la via da loro adottata sia l’unica possibile e non prevedono eventuali alternative. Per quanto mi riguarda a me basta il dato empirico, con i miei occhi vedo mio padre che sta bene e ciò per me è abbastanza, la cosa incredibile è che se non ci fosse stato questo mio amico, saremmo stati soli, senza assistenza, senza informazioni pratiche e non avrei saputo come muovermi. In più per il tipo di persona che sono il dover curare mio padre infrangendo la legge mi causa una costante tensione e lo stesso vale per mio padre. 

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3 comments

  1. MASSIMO /

    sarei interessato ad avere ulteriori info a riguardo. potresti contattarmi al mio mail

    riddlesolved@gmail.com

    cordialmente

    massimo

  2. Muriel /

    Mi farebbe piacere avere maggiori informazioni sulla terapia con cannabis per mia sorella affetta da adenocarcinoma polmone sin. Grazie attendo un suo riscontro

    • canapame /

      Buongiorno,
      se sua sorella ha intrapreso un percorso chemioterapico la cannabis potrá alleviarne gli effetti collaterali, come vomito, nausea ed inappetenza, rendendo la cura piú sopportabile.
      Per avere questo farmaco ha bisogno della prescrizione del vostro medico.

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