Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Simone Brusasco.

Sono Simone Brusasco, ho 33 anni, e dall’età di 13 anni soffro di un mal di testa fortissimo: la cefalea a grappolo – cluster headache – chiamata anche la cefalea del suicidio, perché i casi di morte per questa patologia sono tutti – ahimé – dei suicidi. Troppo forte il male da sopportare e per troppe ore durante la giornata. Gli attacchi di cefalea possono essere più di sei al giorno ed ognuno può durare sino a tre ore, e così, nei periodi di fase acuta non riesco a svolgere nessuna attività fisica e tanto meno lavorativa. Durante una visita al Carlo Besta di Milano mi prescrissero: Isoptin e Imigran. L’Isoptin su di me non ha avuto alcun effetto benefico, i suoi effetti collatterali invece sono molteplici e primi tra tutti a livello del fegato che durante l’assunzione necessita di sorveglianza. Imigran è un antidolorifico potente, non può essere somministrato per più di due volte al giorno e così si rischia di rimanere scoperto per gli altri attacchi durante la giornata. Io lo assumevo in soluzione nasale e rispetto all’Isoptin è ancora più ricco di effetti collaterali: vertigini, sonnolenza, disturbi sensoriali, infarto, insufficienza renale e per assurdo dopo un mese di assunzione scatena ancora più attacchi e così ho deciso di sospenderlo. Abbiamo anche provato con il cortisone con zero effetti positivi. Da diversi anni, in molti Stati la mia patologia è in sperimentazione con sostanze “psichedeliche” come la marijuana che ha effetti miorilassanti e antinfiammatori e che ha più poteri di pilotare e diminuire la frequenza e l’intensità degli attacchi senza effetti collaterali. Credo che chi soffre della mia patologia sappia bene quant’è importante che lo Stato prenda provvedimenti il prima possibile e non riduca il proprio popolo a dover compiere atti illegali per poter semplicemente provare a vivere. Tutto ciò è umiliante e mi chiedo chi sia il vero criminale? Chi ti impedisce di vivere o chi sceglie di curarsi? Sono riusciti a far credere che il criminale sia chi sceglie di curarsi, perché quelli come me, che consumano canapa, autodichiarandosi consumatori a fini terapeutici sono costretti a vivere nella paura. Io li capisco perché se non tutelati da uno Stato che...

Luigi Albertini.

Mi chiamo Luigi Albertini e sono nato a Crotone nel 1979. Al momento mi sono trasferito a Lodi per lavoro. Convivo e ho 2 bambini da 2 diverse relazioni. Da un paio d’anni soffro di cefalea emicrania (emicrania senz’aura) e nell’ultimo anno ne soffro quasi tutti i giorni. Da mesi sono a conoscenza della vera diagnosi mentre i sintomi sono anni che li sopporto: si parte da un leggero intontimento come se mi fossi appena svegliato, poi iniziano le pulsazioni localizzate nella fronte, fino ad arrivare a prendermi tutta la testa con pulsazioni fortissime che mi fanno venire la voglia di sbattere la testa contro il muro. All’inizio mi sono curato senza prescrizioni con Aulin e anti dolorifici comuni come Oki e Moment, poi con il farmaco Almotrex, del tutto inutile, e ora sono in cura preventiva con il Flunagen 5 mg prima di dormire. Quando il dolore torna l’unica soluzione è il Dicloreum in punture. Ho scoperto le qualità della canapa navigando nel web: su Facebook ho conosciuto ACT, PIC ed altre associazioni e così ho conosciuto tante persone malate di sclerosi multipla o della mia stessa patologia e dei benefici procurati con la canapa, ma anche del problema dell’illegalità che ne impedisce, o quasi, l’utilizzo come cura. Ho deciso di provare sulla mia pelle e, a mio rischio e pericolo, ho coltivato la prima pianta di canapa. La prima pianta da me sperimentata é stata El Alquimista 30% sativa e 70% indica. In un mese, fumando tre spinelli al giorno, non ho avuto mai mal di testa. Appena ho finito la scorta il mal di testa è tornato immediatamente. Così ne ho parlato con il medico il quale mi ha detto che conosce la terapia del dolore con canapa, ma che potevo arrivare a bruciarmi il cervello, e mi ha reindirizzandomi alla cura preventiva con il Flunagen 1 volta al giorno. Appena tornato a casa invece ho piantato ancora canapa e per 2 mesi niente mal di testa. Sono straconvinto che la canapa sia per me il farmaco più efficace, ho notato il modo in cui mi mette tranquillo e come dormo bene quando uso cannabis e come non sia assolutamente vero...

Davide Corda.

Da quando ho 16 anni soffro crisi di forte mal di testa. All’inizio, come tutti, ho preso antidolorifici tradizionali, anche sotto prescrizione medica, ma essendo favico e non potendo accedere ad alcuni farmaci di intensità elevata, mi venivano prescritti farmaci antidolorifici dal blando effetto come Aulin, Brexin e Orudis che col tempo non avevano più efficacia. Ho continuato così, e sono arrivato all’anno del diploma, quando le mie crisi di dolore aumentavano di frequenza, fino ad arrivare ad impedirmi di svolgere una corretta attività scolastica. Nel 1989 infatti, venni respinto all’esame di maturità visto che a seguito di numerosissime crisi di dolore non riuscì a studiare per l’esame. Negli anni successivi al diploma non mi iscrissi all’università perché ritenevo che il problema che avevo non mi avrebbe permesso di portare a termine gli studi. Quando nel1990 andai in Svizzera a trovare dei parenti conobbi un ragazzo più o meno della stessa mia età, che mi raccontò di avere lo stesso problema e di trovare sollievo con l’utilizzo di cannabis. All’inizio mi venne da ridere in quanto io non fumavo le canne anzi, mi era capitato un capodanno, a 17 anni, ed ero stato pure male perché avevo mischiato con l’alcol. Poi capitò che durante la permanenza dai miei parenti mi venne una crisi acuta di mal di testa fortissimo, presi i classici medicinali che mi portavo ovunque, ma ne dovetti prendere anche 2 o 3 capsule a volta, molto oltre la posologia consigliata, per avere un sollievo leggerissimo. Mi venne a trovare il ragazzo che soffriva del mio stesso problema e mi chiese se volessi provare a fumare una canna, ero un pò scettico, ma per il dolore che stavo provando in quel momento avrei fatto qualsiasi cosa e così provai. Mi ricordo che già dopo poco sentii un sollievo che mi ridusse il dolore più di quanto avessero fatto i farmaci che prendevo, dopo di che mi sdraiai al buio ed in silenzio e mi addormentai abbastanza facilmente. Quando mi risvegliai il dolore era molto sottile e quasi scomparso. Nel mese che stetti in Svizzera ebbi altre 3 crisi, riprovai a fumare ed ogni volta ebbi lo stesso risultato. Oltre a placarmi il...

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