Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Alessio Nanni

Alessio Nanni

Set 22, 2013

Sono nato a Cortona il 4 ottobre del 1963. Ho vissuto un’infanzia normale, padre muratore e madre, casalinga, morta giovane all’età di 46 anni. Dopo una brutta esperienza alla I superiore per geometri di Arezzo decisi di andare a lavorare: prima in una autocarrozzeria e poi a 15 anni entrai a lavorare in una ditta edile. L’8 novembre del 1979 all’età circa di 16 anni, mentre mi stavo recando al bar per incontrare amici, il corso della mia vita cambiò violentemente perché venni investito da una macchina. Non mi accorsi di nulla, svenni e mi risvegliai all’ospedale. Fu come svegliarsi in un incubo reale e da quel momento iniziò il calvario. Arrivai in ospedale già in fin di vita, con 10 costole rotte ed un polmone perforato che aveva provocato un’emorragia polmonare. Fortunatamente era reperibile il chirurgo al quale devo la vita, il dott. Lucio Consiglio che riuscì a salvarmi in tempo. Iniziarono le trasfusioni di sangue, le terapie contro il dolore e quelle antibiotiche contro le infezioni (in media 6 iniezioni quotidiane) che si protrassero per tutti i due mesi che rimasi in ospedale. Dopo circa due settimane di ricovero, mentre ero immobile nel letto, avvenne un’ulteriore complicazione, la rottura improvvisa della milza: altra corsa urgente in sala operatoria per rimuoverla, nuovamente in fin di vita, trasfusioni e terapia maggiorata. Possiamo dire che dopo questo intervento il peggio era passato, ma ormai la mia vita ne usciva inequivocabilmente rovinata. Sono iniziati così i problemi psicologici e post traumatici, una lunga convalescenza, varie visite di controllo, psichiatra, psicologo, avvocati, assicurazione e soprattutto sono iniziati i dolori costanti e permanenti in particolare a livello dell’organo mancante: la milza e a livello delle costole rotte. Dopo pochi mesi ricordo nitidamente che lo psichiatra mi prescrisse una serie di psicofarmaci: quello per dormire, quello per star sveglio, quello per stare tranquillo ed in pochissimo tempo mi accorsi che questi farmaci mi avevano radicalmente cambiato, non avevo più emozioni, pensieri, idee, istinti, ero diventato quasi un automa. Fortunatamente riuscii ad interrompere la cura, ma credo che sino ad oggi il trauma, il massiccio uso delle terapie (antibiotiche, antidolorifiche), le trasfusioni, le operazioni chirurgiche e i raggi X, mi...

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