Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Pierugo Bertolino.

Mi chiamo Pierugo Bertolino, ho 47 anni e sono sieropositivo dal 1984. Ai tempi non si conosceva questo virus, ma i suoi effetti erano devastanti. Si era evidenziato che le persone più colpite dalla pandemia dell’AIDS erano principalmente persone che utilizzavano sostanze per via endovenosa oppure persone omosessuali, ma col tempo ci si accorse che tutti indistintamente ne potevano essere colpiti. La trasmissione avveniva tra sangue e sangue e tra sangue e sperma o tra sangue e liquidi vaginali. Secondo i medici chi veniva contagiato poteva sperare di vivere al massimo 10 anni. In seguito la ricerca si attivò e furono sperimentati vari farmaci per provare a fermare la malattia ed eliminarla. Personalmente ne ho cambiato di vari tipi, ma alcuni di essi, ed uno in particolare, d4T Zerit ® e Epivir® che ho usato per 10 anni, mi ha causato una neuropatia periferica agli arti inferiori. Questa patologia mi causa crampi notturni ed un dolore costante che parte dalle piante dei piedi e giunge fino alle ginocchia. A volte tende anche a farmi dolorare le cosce. Alcune persone che hanno la neuropatia periferica non riescono a camminare e per lunghi periodi devono utilizzare presidi tipo carrozzelle o stampelle. I farmaci che vengono utilizzati per alleviare i dolori della neuropatia possono variare dai semplici antidolorifici fino a farmaci con oppioidi. I farmaci che mi hanno proposto per la neuropatia periferica inizialmente erano: corticosteroidi per via infiltrativa, Metilprednisolone e Lidocaina cloridrato (Depomedrol®+Lidocaina®), ma mi sono rifiutato di usarli in quanto ai tempi ingurgitavo quasi 20 pastiglie al giorno e soffrendo crisi di vomito e effetti collaterali degli antiretrovirali (diarrea costante, bruciori di stomaco, calcoli renali, depressione e altri sintomi più o meno pesanti) non avrei sopportato nessun altro farmaco, tanto meno se iniettato. Li ho sperimentati in seguito, ma con pessimi risultati analgesici. Altri farmaci che ho utilizzato con effetti collaterali devastanti, soprattutto a livello psichico, sono antidepressivi tipo: Amitriptilina (Laroxyl®); Venlafaxina (Efexor*), che sono anche quelli più prescritti sia per le neuropatie che per psicosi e neurosi. Sono sempre stato contrario a questi psicofarmaci devastanti sia a livello psichico che fisico (fegato, cuore, stomaco, intestino, reni) e sinceramente non provavo alcun beneficio nell’alleviare i...

Luciano Rossi.

Luciano Rossi.

Nov 13, 2013

Mi chiamo Luciano Rossi ho 49 anni e sono di Trento, sono HIV positivo dal 1997. Sono un ex tossicodipendente e mi son bucato, compresi i tentativi di smettere in varie comunità, per 17 anni. Ho conosciuto l’hashish a 15 anni ma, oggi come oggi, riconosco come medicinali solo i fiori di canapa e non l’hashish, espediente “commerciale” del mercato nero. L’ultima volta che ho provato di smettere con l’eroina nel 1996, scoraggiato e senza troppa fiducia, sono entrato in una comunità sapendo che non sarebbe servito a nulla e infatti, dopo un mese rinunciai ed uscii. In quel periodo, viste le varie conoscenze che avevo, presi il mio primo mezzo kg di marijuana: proveniva dalla Nigeria e la qualità era molto alta. Notai subito la differenza fra l’utilizzare la pianta in se stessa rispetto al derivato chiamato hashish. Nonostante i momenti di difficoltà nella mia vita fossero molti, avevo smesso di bucarmi da 3 mesi, l’effetto antidepressivo si fece notare presto ed in modo prepotente, la canapa mi aiutò a smettere di abusare dell’eroina. Quando mi sembrava di cedere alle mie voglie, correvo a fumarmi una canna di quella marijuana eccellente. Era come darmi tranquillità nei momenti in cui mi sentivo debole, sorridendo, mi sentivo fiero di non esser ricaduto nel solito meccanismo ed in più, il fatto che fumassi, non andava ad intralciare la normalità della mia vita. Avere costantemente da fumare mi sarebbe costato troppo e non potevo permettermelo e così, per colpa e grazie all’incoscienza avuta in eredità dalla vita di tossico, mi son messo nel giro dello spaccio, ricordando con orgoglio l’aiuto che questa sostanza mi aveva fatto avvertire nello stare lontano da Signora eroina. Sbagliavo. In Italia venni arrestato due volte. Una volta con 350 grammi di hashish e un altra volta con 1 kg. Complessivamente ho ricevuto 4 anni di condanne. L’ultima volta con 1 kg mi hanno arrestato e mi hanno messo, dopo due giorni, ai domiciliari. Durante i sei mesi di arresti domiciliari, proprio nei momenti neri che si vivono chiusi in un monolocale, usavo fumare prodotti di qualità superiore e funzionava. Come antidepressivo era allucinante, era la prima volta che non ero dipendente in...

Enrico B.

Enrico ha 42 anni è disabile al 100% è soffre di HIV dall’età di 21 anni. Mi accoglie in casa sua, si accomoda sulla sedia a rotelle, che mi spiega usava 3 anni fa quando era arrivato a pesare 40 kg e non riusciva a stare in piedi: Mi sono ammalato di HIV nel 1992, all’età di 21 anni. Ho avuto il primo tracollo nel 1995 quando a causa di una infezione, una toxoplasmosi cerebrale, sono passato in AIDS conclamato. La paura dell’ignoto è la sindrome peggiore, il non sapere cosa ne sarà della propria vita, il non poter progettare un futuro a lungo termine comporta una limitazione della voglia di vivere. Sono stato trattato con Videx (AZT) dal 1996 sino al 2000 e poi ho iniziato molteplici terapie antiretrovirali combinate. Ora assumo tre farmaci quali Truvada, Esentress e Reiataz, oltre ad un neurolettico di nome “Lyrica 150” e del tramadolo come antidolorifico. Questi tre farmaci mi causano nausea, inappetenza e diarrea. La canapa non mi cura, ma mi aiuta a eliminare gli effetti secondari di questi medicinali che mi salvano la vita. Il mio metodo di assunzione è semplice, fumo sino a quando non riconosco l’effetto benefico. Assumo anche Omeoprazolo, Flucanazolo, Acido folico, d’inverno anche il Bactrim per la polmonite e del paracetamolo all’esigenza. Ho scoperto quasi casualmente che la canapa aveva effetti importanti sul mio metabolismo, rallenta la degenerazione del dolore e crea quasi un vortice in senso orario che mi riavvita alla vita e mi permette di sopportare le pesanti terapie prescrittemi per la mia patologia. L’effetto analgesico è molto importante, cosi come quello modulatore del dolore cronico. Nel breve periodo in cui ho assunto regolarmente il Bedrocan (19% THC 1%CBD) ho riscontrato moltissimi benefici su tutta la mia situazione: sono tornato a dormire tutta la notte senza svegliarmi continuamente, sono tornato a riconoscere lo stimolo dell’urina e a trattenerlo fino al mattino e altrettanto per le feci, che erano tornate compatte, la dissenteria non faceva più parte delle mie problematiche, sono tornato a mangiare e a digerire senza problemi. Quando non assumo il principio attivo, la situazione è davvero drammatica: soffro di violente neuropatie, mi ritorna una graduale inappetenza con...

Giuseppe Zumbo, detto Pino.

Giuseppe Zumbo, detto Pino, ha 51 anni è una storia pluri-patologica alla spalle: Sono ricoverato da 6 mesi al reparto malattie infettive dell’ospedale S.Martino di Genova. Sono sieropositivo dal 1984 in seguito ad una siringa infetta con la quale mi bucai durante un periodo di detenzione. Durante un mio viaggio all’estero, agli inizi dello scorso anno, essendo le mie difese immunitarie molto deboli, ho contratto il virus JCV al cervello. Il virus è rimasto latente per mesi sino a manifestarsi lo scorso maggio. Da quel periodo, essendo senza fissa dimora, sono ricoverato al S. Martino. Soffro di dolore neuropatico agli arti inferiori e superiori, di osteoporosi, di cachessia, ho un bypass all’arteria femorale e ho l’ernia iatale da 14 anni. La mia vita quotidiana era scandita da numerosi attacchi di vomito (sino a 15 attacchi al giorno) e da elevata difficoltà motoria. Sotto prescrizione del mio medico curante sono 5 anni che sono in terapia con il Bedrocan, infiorescenza di canapa prodotta dal Ministero della Salute olandese. Da quando ho cominciato ad assumere cannabis gli attacchi di vomito si sono ridotti di due terzi, addirittura ricordo la sensazione che provai la prima volta che assunsi il farmaco: un calore che si propagava nello stomaco e che rilassava i muscoli, mentre prima sentivo un costante pugno nello stomaco. La canapa mi ha rimesso in piedi, perché mi rilassa i muscoli, mi aiuta ad avere appetito e nell’umore: è un farmaco regolare e legale al quale ho pienamente diritto. Esiste un decreto legge del 2007 firmato dall’allora Ministro della Salute Livia Turco che ne permette l’importazione e la recente norma regionale approvata in Liguria dovrebbe semplificare l’accesso al farmaco. Invece succede tutto il contrario. Qui in ospedale ad esempio sono sotto dosaggio. La mia dose giornaliera sarebbe di 1 grammo al giorno, ma pare che la farmacia ospedaliera non abbia fatto l’ordine in maniera congrua tanto che mi devo far bastare la metà della dose, in attesa che arrivi in farmacia il prossimo ordine dall’estero. Al momento, pur avendo tutti i requisiti, non sono riusciti a sistemarmi in una casa popolare, io ne avrei bisogno di una al piano terra, essendo handicappato, né tantomeno in una...

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