Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

F. B.

F. B.

Set 22, 2013

Ho 33 anni e sono più o meno normale. Ricevo pochi soldi dalla pensione assistenziale, faccio la spesa con i buoni pasto dell’ufficio di mio padre e vivo in un appartamentino semindipendente nella villa di mio padre e la sua seconda moglie. Lavoro nel volontariato con Ascia [NDR Associazione per la sensibilizzazione alla canapa autoprodotta in Italia] e con telefono viola. Ho la prescrizione per la cannabis omeopatica 35 k (2 flaconcini a settimana) e una serra indoor da 1 metro quadrato con un lampada Hps da 250 watt. Non bevo alcolici e non uso droghe pesanti, da anni non vendo e non compro niente al mercato illegale. Avevo disturbi psichiatrici già a 12 anni e ho avuto i primi problemi a partire dal divorzio dei miei e con i loro rispettivi nuovi matrimoni. A 12 dodici anni vivevo a Catanzaro e non accettavo il secondo marito di mia madre. Così, senza preavviso, mi trasferii in Nicaragua da mio padre e dalla sua attuale seconda moglie. Una notte vidi mio padre consumare il matrimonio con la nuova moglie e ciò mi destabilizzò. Dalla mattina successiva non riconobbi più le persone, s’innescò un meccanismo di crash psicologico, un trauma che mi creò un deficit relazionale. Avevo sul corpo bolle rosse come sfogo di stress, avevo attacchi di panico, respirazioni asmatiche, affanno, irrequietezza, alta aggressività e compulsività. A 16 anni scoprii la cannabis e da allora quando fumo mi calmo e tranquillizzo i pensieri. Quando a 18 anni dissi a miei che fumavo cannabis iniziai tutta una serie di disavventure,internamenti in SPDC (Servizio Psichiatrico di e TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), perché mi ero fissato di volerla far legalizzare. Il mio peggior difetto era che ogni volta che avevo a che fare con uno spacciatore promuovevo la legalizzazione e così i miei mi portarono dagli psichiatri. Le psicosi erano indotte dall’impossibilità di sapere come e quando avrei potuto assumere cannabis finché ero dipendente dal mercato illegale. Sulla base delle ipotesi che la marijuana sviluppi schizofrenia al centro di igiene mentale mi diagnosticarono insanità mentale e in particolare schizofrenia paranoide. Prima avevo un medico molto restrittivo sulla cannabis e finché ero a casa, sedato dagli psicofarmaci, ho perso...

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