Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Alberico Nobile

Alberico Nobile

Apr 3, 2018

Foto credits: Niccolo’ Celesti Photographer Mi chiamo Alberico Nobile, ho 36 anni e vivo a Taranto. Sono perito informatico, attualmente disoccupato. Soffro di tetraplegia spastica. Un incidente stradale avvenuto nel 1995 mi ha causato una lesione midollare cervicale (c3-c4-c5). Ho provato vari antidolorifici e miorilassanti: Bacoflene,Tiocolchicoside, Tizanidina, per calmare i dolori e gli spasmi muscolari, con risultati appena sufficienti e con effetti collaterali molteplici quali problemi renali, secchezza delle mucose, problemi di salivazione, persistente stato di sonnolenza e improvvisi stati confusionali. Questi effetti collaterali sono comuni nei principi attivi sopra citati, ovviamente le reazioni sono soggettive, ma ho riscontrato le stesse problematiche nella maggior parte dei pazienti che ho conosciuto. Nel 1996, al momento di essere ricoverato, mi trovavo in Germania e sono venuto a conoscenza dei benefici della cannabis osservando alcuni pazienti, con patologie simili alla mia, che la utilizzavano in alternativa ai farmaci comuni e con ottimi risultati. Da quel momento, dopo averla provata personalmente, ne compresi le potenzialità e cominciai a consumarla, abbandonando gradualmente tutti i miorilassanti e gli antidolorifici. Infatti, durante i primi due anni di disabilità, tutti i giorni regolarmente per 3 volte al giorno prendevo miorilassanti come il Bacoflene (ho cominciato con 3 pillole da 5 mg per poi arrivare a 4 pillole da 25 mg) al quale sono diventato farmacoresistente dopo aver raggiunto i dosaggi massimi consentiti. Ovviamente una volta tornato in Italia sono cominciati i problemi perché era difficile e pericoloso reperire la cannabis di cui avevo bisogno. Per circa 18 anni mi sono dovuto rifornire al mercato nero, rischiando di avere problemi con la giustizia: per recuperare un po’ di cannabis infatti spesso ero costretto a recarmi personalmente, o a delegare qualche amico volenteroso, nei luoghi di spaccio in situazioni spesso frequentate da gente legata a sostanze ben più pericolose della canapa. Si suol dire che la “canna” sia il primo passo verso l’utilizzo di droghe pesanti e si afferma che lo sballo della “canna” non basti e si voglia poi provare qualcosa di più forte, io invece credo che il vero motivo sia che spesso gli spacciatori non avendo cannabis propinano droghe sintetiche, mettendo così tante persone ignoranti ed inconsapevoli nel circolo vizioso delle...

Salomone Romano.

Mi chiamo Salomone Romano, per gli amici Lallo, ho 56 anni, un diploma di laurea in scenografia e vivo in Salento. Prima lavoravo come sommozzatore e pescatore di coralli poi, circa 13 anni fa, un chirurgo operandomi di ernia cervicale, commise un grosso errore e mi lasciò in uno stato di tetraparesi incompleta. A novembre del 1999 arrivai in una clinica di Vicenza per la riabilitazione. Durò 4-5 anni: facevamo palestra dalle 9.00 alle 12.30 poi pranzo e poi di nuovo palestra sino alle 17.30. Al momento sono sulla sedia a rotelle però ogni tanto cammino con l’aiuto di un bastone. Mentre ero ricoverato seppi degli effetti collaterali negativi dei farmaci che di solito si assumono nel mio caso, ne parlavamo con gli altri ricoverati. Uno dei medici della clinica, un peruviano, un giorno mi confidò che con la canapa si potevano ottenere ottimi risultati e che se fossi stato in grado di trovarla, loro mi avrebbero fatto fumare in clinica. Spaventato dagli effetti collaterali dei farmaci, raccontati dagli altri ricoverati, ho iniziato con la canapa che in quanto miorilassante mi ha effettivamente aiutato a controllare per il 70 %, la mia spasticità, mi ha aiutato molto a ridurre il clono che prima mi provocava un continuo saltare, per i movimenti inconsulti degli arti inferiori, anche mentre dormivo, e sotto le lenzuola sembravo come Raimondo Vianello e la Mondaini. Mia moglie non dormiva più. La canapa è anche un antidepressivo naturale e, oltre a questo, da quando l’assumo sono circa 7-8 anni che non faccio uso di catetere. Al momento non prendo altre medicine al di fuori di questa e complessivamente, rispetto a tanti altri, sto benissimo. L’accesso al farmaco è problematico, mi sono sempre rifornito al mercato nero, solo che la qualità non è sempre buona e soprattutto nessuno mi assicura di trovarla con continuità. Quando rimango senza i dolori ritornano ad essere allucinanti e ho di nuovo bisogno del catetere. Proprio recentemente, cercando di farmela prescrivere, ho fatto una visita al primario di anestesia e terapia del dolore dell’ospedale di Brindisi. Questo dottore mi ha detto che per loro, come medici ASL, è molto più facile prescrivere la morfina che il Bedrocan....

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