Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Daniele Giannetti.

Mi chiamo Daniele Giannetti, vivo a Massa ho 40 anni e lavoro come impiegato comunale. Il primo episodio relativo alla mia malattia avvenne nel 2007. Ricordo che ero a sciare e tutto a un tratto non vidi più nulla. Visto che già soffrivo di cefalea a grappolo mi sono fatto fare una risonanza magnetica. Con questo esame i medici hanno notato delle aree demielinizzate nel cervello, così mi hanno ricoverato a Carrara dove mi hanno sottoposto ad un esame del midollo osseo: i potenziali evocati, che studiano le risposte del Sistema nervoso centrale ad uno stimolo sensoriale. I medici, però, non seppero dirmi nulla. Così ho deciso di andare a Genova, il centro più grande, a me più vicino per la sclerosi multipla e li mi hanno diagnosticato la malattia. Era il 2008. Inizialmente i medici genovesi mi hanno prescritto l’Interferone (REBIFF 44) una puntura al giorno per tre volte alla settimana. Questa medicina mi causava febbre e crisi depressive e, non avendo nessun riscontro positivo, dopo due mesi e mezzo l’ho interrotta. Dopo l’Interferone mi hanno dato il Lyrica 75 ml, 2 pasticche la sera ed una il mattino, gli effetti sono positivi, mi fa sentire meglio, non mi prendono i dolori e non ho i crampi alle gambe, un benessere generale insomma. Io fumo canapa da quando ho sedici anni e sia con l’Interferone che con il Lyrica non mai ho smesso di fumare. Continuo ad assumere canapa, fumandola perché per me ha un effetto molto positivo sui nervi. Ho notato che quando non assumo canapa i dolori alla gamba sono più frequenti, mi riprendono i crampi ed in generale cammino peggio. Io fumo la prima canna alle 8.00 di mattina, in macchina per andare al lavoro, perché visto che devo stare seduto su una sedia per 6 ore, solo la canapa mi permette di farlo. Ad esempio anche se assumo il Lyrica, ma non assumo canapa riesco a stare seduto solo 2 ore e poi mi si paralizzano le gambe e mi devo alzare. La canapa la prendo al mercato nero, ne utilizzo 2-3 grammi al giorno e la compro una volta alla settimana al costo di 50 euro. La qualità dell’erba è incerta, a volte può essere buona, a volte può essere cattiva e per questo motivo vorrei importare il Bedrocan tramite la ASL. Il 26 novembre devo andare a Pisa a fare il percorso terapeutico per averlo gratuitamente. Fino ad oggi ho trovato un medico che mi ha prescritto il Bedrocan, sono andato alla farmacia dell’ospedale dove mi hanno detto che mi avrebbero dato il farmaco esclusivamente a mio carico: sarebbero 600 euro per 90 grammi. Se non dovessi riuscire a importarlo gratuitamente continuerò a prenderlo da uno spacciatore, pagando 5 euro al grammo, spendo 2.400 euro all’anno per quasi 5 etti di canapa. Con l’importazione invece mi costerebbe circa 6,5 euro al grammo ed è vero che il Bedrocan ha una qualità testata, ma un altro problema è che non ti assicurano la continuità terapeutica. In pratica se fai la richiesta, prima che arrivi il farmaco passano 3 mesi, mettiamo che lo esaurisco in altri tre mesi, poi mi toccherebbe aspettarne altri 3 prima che mi arrivi la fornitura successiva. Quindi in concreto potrei averlo legalmente solo per 6 mesi all’anno e il resto del tempo come faccio? Se abitassi da solo mi coltiverei le piante, ma visto che abito con i miei genitori non posso. Se potessi coltivare mi comprerei un seme selezionato e con 10 euro a seme, so che essendo femminilizzati, sarebbe comunque più economico che l’importazione dall’estero e del mercato nero. La canapa secondo me è il futuro per questa malattia, certo anche le altre medicine servono, ma la canapa se non è tutto è certamente tanto. Io non sono in sedia a rotelle per merito della canapa.

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