Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Davide Corda.

Da quando ho 16 anni soffro crisi di forte mal di testa. All’inizio, come tutti, ho preso antidolorifici tradizionali, anche sotto prescrizione medica, ma essendo favico e non potendo accedere ad alcuni farmaci di intensità elevata, mi venivano prescritti farmaci antidolorifici dal blando effetto come Aulin, Brexin e Orudis che col tempo non avevano più efficacia. Ho continuato così, e sono arrivato all’anno del diploma, quando le mie crisi di dolore aumentavano di frequenza, fino ad arrivare ad impedirmi di svolgere una corretta attività scolastica.

Nel 1989 infatti, venni respinto all’esame di maturità visto che a seguito di numerosissime crisi di dolore non riuscì a studiare per l’esame. Negli anni successivi al diploma non mi iscrissi all’università perché ritenevo che il problema che avevo non mi avrebbe permesso di portare a termine gli studi. Quando nel1990 andai in Svizzera a trovare dei parenti conobbi un ragazzo più o meno della stessa mia età, che mi raccontò di avere lo stesso problema e di trovare sollievo con l’utilizzo di cannabis. All’inizio mi venne da ridere in quanto io non fumavo le canne anzi, mi era capitato un capodanno, a 17 anni, ed ero stato pure male perché avevo mischiato con l’alcol. Poi capitò che durante la permanenza dai miei parenti mi venne una crisi acuta di mal di testa fortissimo, presi i classici medicinali che mi portavo ovunque, ma ne dovetti prendere anche 2 o 3 capsule a volta, molto oltre la posologia consigliata, per avere un sollievo leggerissimo. Mi venne a trovare il ragazzo che soffriva del mio stesso problema e mi chiese se volessi provare a fumare una canna, ero un pò scettico, ma per il dolore che stavo provando in quel momento avrei fatto qualsiasi cosa e così provai.

Mi ricordo che già dopo poco sentii un sollievo che mi ridusse il dolore più di quanto avessero fatto i farmaci che prendevo, dopo di che mi sdraiai al buio ed in silenzio e mi addormentai abbastanza facilmente. Quando mi risvegliai il dolore era molto sottile e quasi scomparso.

Nel mese che stetti in Svizzera ebbi altre 3 crisi, riprovai a fumare ed ogni volta ebbi lo stesso risultato. Oltre a placarmi il dolore mi faceva diminuire notevolmente la nausea ed i vomiti ed il dolore che provavo agli occhi. Tornato in Italia cominciai ad informarmi sull’argomento e anche grazie a un libro di Giancarlo Arnao scoprii che esisteva un vasta documentazione in merito all’uso medicinale della cannabis.

Nel 1990 però, in Italia non esisteva nessuna possibilità di avere canapa legalmente e così decisi di provare ad auto-medicarmi con l’acquisto di hashish e canapa purtroppo presso il solo canale che conoscevo: il mercato illegale delle droghe nelle piazze. Con il tempo e con l’uso della sostanza non solo scoprì che mi faceva diminuire notevolmente il dolore, ma che anche le frequenza tra una ed un’altra crisi era più lunga, passando da 3 o 4 crisi al mese del periodo precedente ad 1 crisi massimo 2.

In questo modo ritrovai la mia vita senza dover soffrire gli effetti collaterali che mi davano gli altri farmaci a livello di stomaco e sull’intestino, effetti che a volte mi costringevano a prendere ulteriori medicinali per placare i bruciori allo stomaco e alle volte anche la diarrea.

Smisi di rivolgermi ai medici perché avevo trovato la medicina che mi permetteva di vivere bene. Mi riscrissi a l’università e riniziai a studiare, fino a prendere, nel 1999, l’abilitazione all’albo dei consulenti del lavoro. Cominciai subito a lavorare come ragioniere, prima nello studio dove svolsi il praticantato e poi nell’azienda in cui lavoro tuttora. Iniziai a fumare regolarmente tutti i giorni la sera, dopo che rientravo dal lavoro, circa un grammo e mezzo (di sostanza grezza) al giorno ed i mal di testa diminuirono ancora frequenza. Essendo legato al mercato nero c’erano degli inevitabili periodi in cui non si trovava la sostanza, così ogni tanto facevo una scorta di sicurezza, anche perché mi costava meno e mi permetteva di andare il meno possibile nei luoghi di spaccio. Nel 2008 provai a domandare la prescrizione al mio medico, che si mise a sorridere, riconoscendo l’efficacia della sostanza, ma rispondendomi che se riuscivo a procurarmela da solo bene, ma che lei non me l’avrebbe prescritta.

Così sono andato avanti per la mia strada.

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One comment

  1. angelo rete /

    diversi medici non fanno ciò che dovrebbero: curare in scienza e coscienza. Insisti, o cambia medico.
    Il mio dottore, pur favorevole all’uso antidolorifico della cannabis, non me la prescriveva perchè non conosceva nel dettaglio dosaggi, controindicazioni, ecc.
    Mi ha indirizzato a centro del dolore in provincia di So.
    Qui mi han detto che la cannabis andava bene ma che non erano in grado di prescrivermela per mancanza di esperienza (ma che aspettano, mi aveva appena detto che non ero il primo a richiederla!)Mi hanno indirizzato in svizzera ma io sono andato all’ospedale di Pisa (ve lo consiglio) Reparto di anestesiologia del dottor Paolo Poli.

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