Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Dott. Marco Bertolotto

Dott. Marco Bertolotto

Apr 18, 2016

Quando hai terminato il tuo percorso universitario cosa sapevi delle applicazioni terapeutiche della cannabis?

Assolutamente nulla. Io ho terminato la scuola di specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore nel 1988 e nulla si sapeva di cannabis per usi terapeutici. Quelli erano tempi in cui si portava avanti la richiesta di utilizzo degli oppiacei, che allora erano considerati un vero e proprio pericolo per la salute dei pazienti. Per certi aspetti con la cannabis stiamo ripercorrendo le stesse difficoltà di allora, ingrandite dal fatto che non abbiamo una semplice molecola, come era la morfina, ma una pianta che ha centinaia di principi attivi.

 

Come hai cominciato a conoscere le proprietà mediche della canapa?

Facendo il terapista del dolore, e avendo poche armi a disposizione, sono in continua ricerca di qualcosa che possa aiutare i nostri pazienti a stare meglio. Ho letto alcuni anni fa di prodotti farmaceutici a base di THC, il Nabilone, ed ho iniziato a prescriverlo, verificandone le sue proprietà. Successivamente, ho iniziato a prescrivere i prodotti della Bedrocan e si è aperto un mondo di possibilità terapeutiche, che lascia stupefatti. Devo rilevare che per affrontare questo mondo terapeutico, c’è la necessità di una relazione professionale molto stretta con il farmacista, poiché si tratta di preparati galenici, che richiedono  una preparazione in laboratorio molto attenta. Ai medici che intendono iniziare questa esperienza, consiglio di trovare un farmacista che abbia la passione per le preparazione galeniche e di intraprendere insieme il percorso di conoscenza e approfondimento della terapia con cannabis.

 

All’interno della comunità medica che atteggiamento esiste nei confronti della canapa in medicina?

Esiste un atteggiamento schizofrenico, di attrazione e di rifiuto. Purtroppo intorno alla cannabis c’è pregiudizio e i medici sono anch’essi dentro questo sentimento.

A questo va aggiunto che conoscere la cannabis terapeutica significa studiare moltissimo: botanica, farmacologia, specialità mediche multiple. Ma significa anche aprire la propria mente ad una visione differente della medicina. È soprattutto un salto culturale, a cui i medici non sono abituati, essendo per definizione la classe medica conservatrice e refrattaria alle novità.

Nella mia pratica clinica quotidiana sto facendo una esperienza particolare, dove mi vedo costretto a modificare il rapporto medico/paziente, che diventa quotidiano per aggiornare la terapia e per seguire tutte le modificazioni che il paziente sente durante la terapia con cannabis. Penso che l’informatica potrebbe esserci di grande aiuto, nel costruire una piattaforma di dialogo medico/paziente.

 

Secondo la tua esperienza quali sono le applicazioni mediche più interessanti della canapa?

Io mi interesso di Dolore e sicuramente in questo campo le sue applicazioni sono straordinarie. Ma nella neurologia, epilessia e malattie neurodegenerative, ci sono spazi terapeutici enormi. Qualcosa di interessante sta emergendo anche nel campo della cura dei tumori, dove il racconto di esperienze personali deve essere inserito in un contesto di ricerca scientifica adeguata. Penso che la cannabis ci riserverà grandi sorprese. 

 

Al momento per quali patologie la prescrivi?

Dolore di varia natura (neuropatico e nocicettivo), Spasticità, Epilessia, Distonie muscolari, Antitumorale in appoggio alla Chemio e Radio terapia. Ogni giorno mi ritrovo a interessarmi di persone con patologie svariate. Persone che leggono su internet il racconto di esperienze e cercano la soluzione nella cannabis. Per questo conoscere la cannabis costringe il medico ad uno studio continuo.

 

Secondo te la canapa diverrà mai un farmaco di prima scelta?

Mi auguro che possa diventarlo, ma la strada da percorrere è ancora lunga. La cultura medica è centrata su un assioma ben preciso, caratteristico della medicina occidentale, che vede questo rapporto: una molecola/un organo bersaglio. La cannabis è composta da un numero di molecole enorme, ed ha tutto il nostro corpo come organo bersaglio. La cannabis può essere farmaco di prima scelta, ma per essere tale, il medico deve entrare in relazione col paziente e discutere con lui la strategia terapeutica e le possibili opzioni.

 

Qual’è secondo te la strada da percorrere?

Dobbiamo liberare la cannabis da anni di storia legata al suo uso ricreativo e caricarla di contenuti scientifici: ancora troppe persone si autocertificano come esperte, derivando la loro preparazione da anni di uso personale: su internet si leggono cose abominevoli al riguardo, dove persone non preparate scientificamente danno consigli su ogni tipo di patologia. Sono casi in cui la buona volontà di queste persone e la loro voglia di aiutare chi ha bisogno, rischia di creare più danni che benefici: la cannabis non è una pianta neutra, anzi è fortemente attiva sul nostro organismo e spesso ha controindicazioni importanti. Se vogliamo che diventi farmaco di prima scelta, ove sia possibile, dobbiamo lavorare affinché i medici diventino profondi conoscitori delle sue proprietà. È anzitutto un lavoro culturale e scientifico. Sono necessari corsi di formazione per medici e farmacisti, che creino una nuova cultura del curare.

 

Secondo te che ruolo giocano le lobby farmaceutiche, se lo giocano, nel remare contro alla diffusione di questo farmaco?

La lobby del farmaco teme la concorrenza di un prodotto che è fuori dagli schemi comuni. Del resto, sappiamo bene che siamo arrivati a poter prescrivere la cannabis, grazie alla pressione dei cittadini, delle associazione dei malati, dei politici sensibili all’argomento. Penso che le lobby farmacologiche siano contro, ancorché con un occhio attento al momento in cui ci sarà il viraggio verso il business, come sta accadendo negli USA, e allora tutto lo scenario tornerà a cambiare. Le case farmaceutiche stanno lavorando alla produzione di farmaci che contengano alcuni principi attivi della cannabis, perché per loro è fondamentale avere un brevetto da poter immettere sul mercato in regime monopolistico: fanno il loro mestiere, fanno business. Ma è esperienza comune che, per esempio, il Nabixomolo non da gli stessi benefici dell’inflorescenza di cannabis, pur contenendo THC e CBD: ma noi sappiamo che mai un farmaco potrà ripetere l’effetto entourage della pianta.

 

Esperienze interessanti sotto questo aspetto?

La Bedrocan è un esempio di come una azienda agricola possa diventare una produttrice di piante per uso terapeutico riconosciute dal Ministero della Salute come farmaco. In Italia l’esperienza in corso del Ministero della Difesa, attraverso l’Istituto Farmacologico Militare di Firenze, ci dice che presto ci saranno altre aziende che si proporranno per la produzione. È facile immaginarlo, perché questa esperienza ci racconta di come una azienda farmaceutica sia diventata anche agricola. Allora, quando altri si affacceranno al mondo della produzione, vedremo un bello scontro tra case farmaceutiche e produttori agricoli specializzati in colture indoor. Assisteremo ad un cambiamento nell’industria farmacologica, che a quel punto non riguarderà solo la cannabis, ma anche altri prodotti che derivano dalla coltivazione di piante medicinali. Perché è facile immaginare che i processi produttivi saranno studiati non solo per la cannabis.

Bertolotto con Vulcano

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21 comments

  1. Carmen DE LEVA /

    Gentile Dr.Bertolotto, vorrei sapere se mio figlio, affetto da polineuropatia dovuta a malattia autoimmune può essere trattato con la terapia della cannabis.Tuttora viene curato col cortisone, si è gonfiato moltissimo. Siamo disperati, attendo una sua risposta. Cordiali saluti.Grazie sig.De Leva

    • canapame /

      Sicuramente la cannabis è indicata nelle neuropatie. Bisogna conoscere l’età del ragazzo per decidere se associare il THC. Sicuramente utilizzerei una varietà che contenga THC e CBD, con maggiore concentrazione di CBD. Il THC agisce sui recettori C B1 e CB2 bloccando l’eccitabilità neuronale dovuta al danno immunitario; il CBD interviene modulando il sistema immunitario. Si inizia con concentrazioni basse, e si sale col dosaggio piano piano.
      Ricordando quando sosteneva Paracelsus: “il dosaggio è ogni cosa”, noi sappiamo che la cannabis ha un effetto bifasico dipendente dal dosaggio che il paziente assume.

  2. Carmen DE LEVA /

    potrei sapere come fare x ottenere una visita con il dottor Bertolotto? mio figlio ha 39 anni. grazie sig.ra De Leva

  3. Virginia Ruggeri /

    Dottore volevo sapere se mia figlia di 3 anni affetta da retinoblastoma poteva essere trattata con la cura dalla cannabis.

    • canapame /

      Per prendere appuntamento con il Dott. Bertolotto telefonare all’ospedale al seguente numero 019.623.4293 e chiedere un appuntamento per la cannabis terapia.

  4. Roberta /

    Gentile dottor Bertolotto, mia madre è affetta da adenocarcinoma polmonare che ha rilasciato metastasi al cervello. È stata operata per togliere la metastasi cerebrale e per asportare il tumore al polmone (tolto solo parzialmente). Ora sta seguendo la terapia biologica col farmaco Giotrif che però le provoca notevoli effetti collaterali e non so se riuscirà a continuare la cura. Vorrei sapere se l’olio alla cannabis potrebbe aiutarla a sopportare meglio la cura o se addirittura potrebbe avere efficacia contro lo stesso tumore.
    Grazie.

    • canapame /

      Gentile Roberta,
      questo non è il blog del dott. Bertolotto, ma un blog informativo sulla canapa medica. Quello che ti posso dire come giornalista che ha intervistato molti pazienti, anche oncologici, è che sicuramente la cannabis può essere di beneficio. D’altronde con la bassisima soglia di nocività che presenta questa sostanza tentare non nuoce. In bocca al lupo

      • Roberta /

        Grazie mille per la pronta risposta. Noi abitiamo a Roma, ci sono delle strutture anche qui a cui rivolgersi per avere questa sostanza oppure bisogna necessariamente prendere appuntamento all ‘ospedale che è indicato sopra? Mi sembra di capire che si trova a Savona, giusto?

        • canapame /

          Buongiorno,
          può rivolgersi a qualsiasi medico che ha la possibilità di prescriverle la cannabis. La legge lo prevede già dal 2007.
          Il dott. Bertolotto lavora a Savona però da quello che mi dice ha così tanti casi da seguire che vi consiglio di cercare direttamente un medico nella vostra regione.
          Cordiali saluti

  5. Facchinetti Claudia /

    Gentile dott. Bertolotto, sono malata da anni di sclerosi multipla e fibromialgia. Dopo vari tentativi con cure di ogni genere, ho trovato pace e benessere solo con il Bedrocan 60 mg in decotto. Mi è stato consigliato di passare al Bediol in gocce ma nessuno sa dirmi con quale posologia. Mi può essere di aiuto?
    Al momento ne prendo 10 gocce la sera e 4 al mattino ma non so quanto posso ancora aumentare vista la ricomparsa di sintomi che con Bedrocan non avevo più.
    Grazie

    • canapame /

      Cara Claudia,
      mi spiace ma questo non è il blog del Dott. Bertolotto. Può provare a contattarlo tramite il numero di telefono che abbiamo pubblicato.

      Cordiali saluti

  6. Fabrizio /

    Salve e complimenti per il sito web… Sono disperato per una situazione gravissima accaduta il giorno 01/02/2017 in quanto a mia sorella di 43 anni compiuti pochissimi giorni fa è stato diagnosticato un tumore nel cervello GLIOBLASTOMA 4 STADIO. Subito l’intervento dopo pochissimi giorni all’ospedale CIVICO di Palermo purtroppo essendo molto in profondità e di un diametro di circa 5 cm non hanno potuto asportare la massa, i bravissimi medici e tutta l’equipe dello stesso Ospedale sono riusciti appena appena asportare dei piccolissimi frammenti per fare l’esame Istologico per fortuna dopo 4 giorni abbiamo avuto la conferma del tumore e altro. Adesso mia sorella si trova in casa. Ci siamo rivolti al BESTA di Milano anche li bisogna aspettare una prassi molto complicata e abbastanza lunga siamo riusciti lo stesso avere dei colloqui con i bravissimi e preparatissimi medici dello stesso. Ci hanno spiegato che i “VETRINI” li dovevano mandare a Bruxelles sono arrivati pochi giorni fa e hanno riconfermato il tutto. Pochi giorni fa abbiamo fatto fare una risonanza magnetica con il sistema del metodo di contrasto e senza e purtroppo riconferma l’aumento della massa e in più una eschemia si perchè a mia sorella dopo l’intervento si sono manifestati dei dolori tutto il lato dx del corpo, ha problemi con la vista la dx, non ha più sensibilità braccio e mano dx e gamba dx insomma una situazione gravissima mia sorella assume come terapia il Soldesan 8+4 mg,al die il Pantorc 1 cmp al die e il Clexane 4000 U terapia consigliata al BESTA di Milano. Per il momento non sta facendo nessun trattamento cioè ne chiemo e ne altro… AIUTATEMI PER FAVORE NON SAPPIAMO PIU COSA FARE… IO HO DEI VOSTRI CONTATTI TRAMITI AMICI HO SAPUTO DEL DIRETTORE DELLA STRUTTURA AL CAPO DELLA STRUTTURA IL DOTT. Bertolotto ho letto i vari commenti ho letto tutto e mi hanno consigliato di rivolgermi presso il vostro centro. Vi chiedo la cortesia se potete aiutare mia sorella una ragazza di appena 43 anni bella come il sole… Vi ringrazio per la vostra attenzione vi auguro buon lavoro… Complimenti a tutti voi…

  7. Salve Dottore, e grazie per questo interessante articolo. Ho un caro amico che è affetto da Glioblastoma – Livello IV.
    Avrei tre domande:
    1) Ci sono prodotti cannabinoidi in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, o comunque che possano risultare utili con una diagnosi così?
    2) Sono prescrivibili in Belgio?
    3) Ci sono centri nel nord-italia e nel Belgio che possono seguire questo genere di prescrizioni, seguire il decorso della malattia?

    Grazie infinite,
    Alessandro

    • canapame /

      1) THC e CBD neutri, cioè decarbossilati, oltrepassano la barriera ematoencefalica e raggiungono le cellule tumorali ricche di recettori per i cannabinoidi
      2) non conosco la legge belga
      3) in Italia non esistono centri che trattino il GBM con la cannabis. So che in Spagna, fanno studi presso la Universita Complutense di Madrid: Dr.ssa Cristina Sanchez

  8. Roberto /

    Buongiorno…mia madre è affetta da lesioni metastatiche da carcinoma mammario estesosi al cervello….a dicembre è stata sottoposta a intervento chirurgico x asportare alcune delle lesioni al cervelletto….purtroppo i medici ci hanno sconsigliato accanimento terapeutico con radioterapia e chemio a causa delle suo condizioni fisiche e ci hanno detto di attivare assistenza domiciliare dandoci poche speranze….vorrei sapere se ci sono referenti del dottore Bertolotto anche in Campania a cui poterci affidare per un eventuale cura con olio di cannabis dopo esserci documentati sugli innumerevoli effetti benefici di questa pianta…. Grazie mille x l’attenzione

  9. Alesssandro /

    Buongiorno,
    saprebbe consigliarmi il nome di un medico che sappia occuparsi dell’uso di cannabis terapeutica a Torino?
    E’ per mia madre, con un caso di tumore ai polmoni con metastasi a ossa e cervello.
    Grazie in anticipo e cordiali saluti,
    Alessandro

  10. Alessandro /

    Buongiorno,
    saprebbe consigliarmi il nome di un medico a Torino (o in Piemonte) che si occupa
    dell’uso e somministrazione di cannabis terapeutica?
    E’ per mia madre, un caso di tumore ai polmoni con metastasi
    alle ossa e al cervello.
    Grazie in anticipo e cordiali saluti,
    Alessandro

    • giacomo /

      Buongiorno,

      mi accodo alla richiesta, sempre su Torino e per dolore cronico neuropatico.
      (chiedo scusa a chi ha scritto il posto per aver preso in prestito un po’ di spazio)

      Grazie e saluti

  11. Guido /

    Buongiorno,come potrei contattare il dott. Bertolotto?
    Grazie,saluti.
    Guido B

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