Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Dott. Marco Ternelli. Farmacista

Quando e con che fine nasce il sito farmagalenica.it e perché i lettori sono così interessati all’argomento cannabis e medicina?

Il sito nasce all’inizio del 2013 con lo scopo di informare sulla galenica, ossia il mestiere di personalizzare i farmaci. Infatti, al contrario di come ci ha abituato l’industria farmaceutica, che spinge verso stesso farmaco, con stesso dosaggio per individui molto diversi fra loro dal punto di vista del metabolismo (sesso differente, peso diverso o ad esempio assumono già altre terapie) l’arte galenica si focalizza sulla persona e in seguito equilibra il farmaco al suo bisogno. La cannabis è diventata protagonista dei miei post perché da un lato esiste un alone di illegalità attorno a questa sostanza [NDR. nonostante in Italia sia riconosciuta come farmaco dal 2007] e dall’altro lato perché, nel bene e nel male, sulle proprietà terapeutiche di questa pianta nella rete si trova di tutto e di più. Quindi io rispondo ad una domanda, forte, di informazioni sulla materia.

Quante sono le farmacie che distribuiscono cannabis nel nostro paese?

Quelle censite sul mio sito sono circa una decina. Secondo dati non ufficiali di una delle ditte distributrici si parla di circa un centinaio.

Quanto costa la cannabis che vende in farmacia e, in media, quando ci vuole per dispensarla?

Al momento grazie ad una maggiore concorrenza [NDR. le ditte che importano e distribuiscono cannabis per le farmacie sono al momento due: ACEF e FARMALABOR] il prezzo è sceso sino a 32 euro al grammo.  Grazie al fatto che la teniamo in stock, la media per dare la terapia al paziente è di 24 ore.

Quanti pazienti serve la sua farmacia e quali sono le patologie per le quali viene richiesta la cannabis?

Poco meno di 200 persone. Sono pazienti che vengono con cadenza mensile o bimestrale. il 90% di queste persone assume il Bedrocan e la dose media di assunzione è di 100 milligrammi per due volte al giorno. Per quel che riguarda le patologia, spessissimo sono malati oncologici, per il dolore non controllato o per il vomito da chemioterapia. Fra questi vi è un gran numero di pazienti che cerca la cannabis come ultimo rimedio. A parte loro, poi, c’è una grande fetta che vengono per la sclerosi multipla.

Per le condizioni attuali di distribuzione del farmaco, vuoi per la burocrazia, la mancanza di medici che lo prescrivono o solo per il costo eccessivo, molti pazienti sono costretti a rifornirsi al mercato nero o si producono da soli la cannabis. Cosa pensa di questo fenomeno?

Penso che in entrambi i casi manca la titolazione del farmaco, nel senso che ad ogni somministrazione non saprai mai quanta sostanza attiva stai realmente assumendo e questo per un farmacista è inconcepibile. Un altro aspetto da sottolineare è la qualità del farmaco intesa come sicurezza di sapere ciò che si sta assumendo. Efficacia e sicurezza sono i due requisiti di tutti i farmaci.

Se dovesse dare una valutazione sul livello di preparazione dei medici in materia di applicazione terapeutica della cannabis cosa direbbe?

La preparazione è scarsa, ma non è colpa loro. Nessuno fa informazione né ai medici (perché non esiste una rete di informatori scientifici) né ai farmacisti. La stragrande maggioranza quindi non ha semplicemente idea delle dosi necessarie alla patologia da trattare. La regola generale che vige, o meglio, l’impostazione che la maggior parte dei medici si da è quella di una medicina difensiva, che permette loro di incrementare le dosi nel momento in cui riscontrano un ritardo nel giungere all’effetto desiderato.

Quindi per questo motivo si può parlare di un sottodosaggio generalizzato nella prescrizione di cannabis?

Direi di si.

Come assumono il farmaco i suoi pazienti?

il 99% di loro tramite infusione. Mettono cioé la cannabis in acqua che portano all’ebollizione, dove resta per circa 15 minuti e poi la filtrano. A diffierenza di chi l’assume tramite combusione, in questa maniera non si perde il 40% del principio attivo, l’effetto è più lento ad arrivare, ma più duraturo.

Nella sua farmacia lei prepara un’estrazione di olio di cannabis. Che tecnica utilizza? Quando costa ai pazienti?

Ho cominciato queste estrazioni all’inizio dell’estate 2014, perché per il paziente è un metodo di assunzione più seplice, a differenza dell’infusione infatti, che si deve preparare, quest’olio è pronto per l’uso. Facciamo estrazioni sia in alcol che in olio di oliva ed il costo al paziente è di circa 170 euro per 50 milligrammi di olio di cannabis.

Cosa ne pensa del recente accordo siglato fra Ministero della Sanità e della Difesa per la produzione di cannabis nello stabilimento chimico-militare di Firenze?

Deve servire ad abbattere i prezzi del farmaco. Sotto questo profilo spero possa essere utile.

Un’ultima domanda per chiudere. Lei cosa pensa di questo farmaco dal nome cannabis?

Penso che bisogni affrontare, come per ogni altro farmaco, questo tema con metodo scientifico. Da una parte infatti, l’uomo per natura e l’uomo malato a maggior ragione è portato ad affidarsi all’ultimo ritrovato e dall’altro non voglio “vendere” proprietà terapeutiche ai pazienti sino a che la scienza non ci ha dato la certezza. Nella mia esperienza posso dire che funziona benissimo per le determinate patologie di cui ho parlato prima, per le altre c’è bisogno di ulteriori studi e più approfonditi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 comments

  1. nicolo nania /

    caro dottore devo assolutamente metri in contatto con lei per un consulto per mia zia che ha questa patologia carcinosi peritoneale

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