Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Emanuela A.

Emanuela A.

Mag 30, 2013

Mi chiamo Emanuela A. ho 57 anni, sono disoccupata e mi arrangio con lavori di sarteria, vivo in provincia di Torino e sono affetta da sclerodermia sistemica, diagnosticata nel 2006, una delle tre versioni della sclerodermia (morfea, lineare e sistemica): una degenerazione del tessuto connettivo che si indurisce e si inspessisce provocando gravissimi problemi agli organi interni del corpo, e compromettendone le funzioni. Una delle conseguenze è anche una grave fibromialgia diagnosticata con 18 punti su 18. Le sintomatologie sono molteplici, i disagi fortissimi e gli effetti devastanti. Distruzione sistematica di tutto il tubo gastrico, il fegato è quello di un alcolizzato, ma io sono astemia, i reni, la milza, il pancreas e gli altri organi interni sono compromessi e le cure… nessuna. Mi hanno prescritto terapie a base di cortisone che mi faceva gonfiare come un pallone e il Lyrica 75 mg del quale avrei dovuto prendere 3 pastiglie al giorno, ma solo una mi faceva dormire per 24 ore. Ho effettuato lunghissime ricerche sulle possibilità di curarmi con la cannabis, ho anche fatto crescere una pianta in salotto ricavata da alcuni semi prelevati da una scatola di mangime per canarini, ovviamente le possibilità di far germogliare tali semini sono pochissime, con grande pazienza e tantissimi bicchierini da caffè, me ne sono germogliati una decina ma, solo una di queste era femmina. Ho utilizzato i fiori per prepararmi delle tisane provocando un’attenuazione del dolore, miglior riposo e più concentrazione sul lavoro. Ho usato i semini del mangime per canarini perché sono disoccupata e acquistare i semi in un growshop costa un pacco di soldi che non ho. Oggi intanto i miei “fiori della salute” sono finiti, non assumo più canapa da 6-7 mesi e la malattia continua i suoi progressi. La medicina ufficiale mi suggerisce una cura cortisonica, flantadin 30 mg, che ho seguito per i primi tre mesi (una pastiglia al giorno per 10 giorni al mese) e da questa cura l’unica cosa che ho riscontrato è l’effetto collaterale più noto del cortisone, un’irrefrenabile fame, continua e incontrollabile che mi ha gonfiata di oltre 15 kg. Questo abnorme aumento di peso non riesco a smaltirlo con nessuna dieta se non con un prolungatissimo digiuno e un aumento preoccupante del colesterolo che ovviamente aggrava il quadro clinico già preoccupante di suo. Le malattie autoimmuni derivano da un problema a livello di neurotrasmettitori e la canapa agisce proprio a questo livello, rimettendo in moto un principio di salute, il THC cura la malattia e il CBD mi aiuta con i dolori. Nel periodo di circa 2 mesi in cui ho assunto canapa tramite tisane, i dolori erano attenuati, riuscivo quindi a dormire meglio e di conseguenza anche sul lavoro ero più concentrata. Il mio medico curante è assolutamente contraria alla canapa perché afferma non esistere prove scientifiche sulla validità di questa cura. Da parte mia non sono riuscita a farle capire che si sbaglia e che in Italia esiste addirittura una legge che prevede l’importazione di questo farmaco, anche se i costi sono a dir poco proibitivi. Le mie ricerche continuano fino ad approdare presso un eminente professore milanese che chiede la modica cifra di 300 euro per una visita, più 150 euro per la ricetta necessaria per importare la canapa e a questo si deve ancora aggiungere il costo del farmaco: 800 euro. Ovviamente non ci sono andata. Non mi reco al mercato nero per paura della polizia e del fatto che mi possano dare un prodotto scadente che potrebbe aggravare la mia condizione. La soluzione a parer mio è la coltivazione propria che però ha un’unica controindicazione: l’arrivo delle forze dell’ordine che non sentono ragioni e ti trasferiscono senza indugi presso le patrie galere. Conclusione? Aspetto pazientemente che la malattia mi uccida.

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One comment

  1. ciao, anche mia madre è affetta da sclerodermia e gli ha preso molto i polmoni…io sono un consumatore di cannabis di ottima qualità e una volta di nascosto ho dato a mia madre un biscotto all’hashish vedendola molto meglio, più attiva e con voglia di fare…purtroppo ho insistito molto sul fatto di farsi prescrivere la cannabis e mia madre ha pure chiesto al suo medico in ospedale (quello che gli fa le flebo una volta al mese)e lui ha detto che non si hanno benefici con la sclerodermia e la marijuana…invece so per certo che la marijuana fa molto bene ai polmoni ed è un antidolorifico…purtroppo essendo una malattia “nuova” hanno bisogno di studiarla e quindi di darti medicinali loro e quindi costosi…mia madre non la assumerà finchè il dottore non le prescriverà la cannabis, quindi mai…inoltre i soggetti affetti da sclerodermia sono più vulnerabili a problemi oncologici e la marijuana in questo farebbe benissimo nella prevenzione del tumore…purtroppo in italia dobbiamo vendere la vita allo stato e c’è poco da fare…il mio consiglio è che tu ti possa coltivare la marijuana con semi acquistati in qualche growshop/smartshop perchè ci sono proprio le caratteristiche e il valore medico del tipo di pianta..non costano neanche molto i semi…coltivala tranquillamente in casa senza farne parola con nessuno e vedrai che non avrai problemi..l’unico problema sarà l’odore quindi magari fai una pianta alla volta magari autofiorente…ci piazzi sopra 3/4 lampadine a risparmio energetico e dai acqua di bottiglia vedrai che ti farà quei 20/30 grammi di marijuana medica al costo di 10/12 euro tra corrente e acqua…senza concimi ecc per averla il più pulita possibile perchè essendo già affetta da sclerodermia ( come mia madre e so cosa si prova) potrai solo migliorare la situazione…vedo anchemia madre ha problemi di insonnia e a volte mi chiamava per girarla nel letto perchè proprio non riusciva…lo stato italiano gode a vederci soffrire…ti faccio i migliori auguri 😉

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