Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Enrico B.

Enrico ha 42 anni è disabile al 100% è soffre di HIV dall’età di 21 anni. Mi accoglie in casa sua, si accomoda sulla sedia a rotelle, che mi spiega usava 3 anni fa quando era arrivato a pesare 40 kg e non riusciva a stare in piedi:

Mi sono ammalato di HIV nel 1992, all’età di 21 anni. Ho avuto il primo tracollo nel 1995 quando a causa di una infezione, una toxoplasmosi cerebrale, sono passato in AIDS conclamato. La paura dell’ignoto è la sindrome peggiore, il non sapere cosa ne sarà della propria vita, il non poter progettare un futuro a lungo termine comporta una limitazione della voglia di vivere. Sono stato trattato con Videx (AZT) dal 1996 sino al 2000 e poi ho iniziato molteplici terapie antiretrovirali combinate. Ora assumo tre farmaci quali Truvada, Esentress e Reiataz, oltre ad un neurolettico di nome “Lyrica 150” e del tramadolo come antidolorifico. Questi tre farmaci mi causano nausea, inappetenza e diarrea. La canapa non mi cura, ma mi aiuta a eliminare gli effetti secondari di questi medicinali che mi salvano la vita. Il mio metodo di assunzione è semplice, fumo sino a quando non riconosco l’effetto benefico. Assumo anche Omeoprazolo, Flucanazolo, Acido folico, d’inverno anche il Bactrim per la polmonite e del paracetamolo all’esigenza.
Ho scoperto quasi casualmente che la canapa aveva effetti importanti sul mio metabolismo, rallenta la degenerazione del dolore e crea quasi un vortice in senso orario che mi riavvita alla vita e mi permette di sopportare le pesanti terapie prescrittemi per la mia patologia. L’effetto analgesico è molto importante, cosi come quello modulatore del dolore cronico. Nel breve periodo in cui ho assunto regolarmente il Bedrocan (19% THC 1%CBD) ho riscontrato moltissimi benefici su tutta la mia situazione: sono tornato a dormire tutta la notte senza svegliarmi continuamente, sono tornato a riconoscere lo stimolo dell’urina e a trattenerlo fino al mattino e altrettanto per le feci, che erano tornate compatte, la dissenteria non faceva più parte delle mie problematiche, sono tornato a mangiare e a digerire senza problemi. Quando non assumo il principio attivo, la situazione è davvero drammatica: soffro di violente neuropatie, mi ritorna una graduale inappetenza con la conseguente chiusura dello stomaco che impedisce di nutrirmi. Soffro di spaventose emicranie con conseguente disperazione per la non trattabilità di questa sintomatologia con farmaci convenzionali. Gli arti mi dolgono e particolarmente la sera, nel letto, ho la sensazione di avere il freddo nelle ossa degli arti superiori ed inferiori e patisco inspiegabili crampi ad entrambi i muscoli dei polpacci. L’incontinenza mi assale ed ho continue perdite di urina. Con la testa sarei anche in grado di fare progetti poi però, quando si arriva al concreto, ho molte difficoltà per quel che riguarda la capacità decisionale e mi servirebbe assistenza psico-fisica. Se non assumo THC ho dei momenti che non riesco ad organizzarmi la vita, non riesco a mangiare, e, anche se non è tutto, la progettualità che mi permette di alzarmi la mattina e mettere insieme i pezzi della mia giornata, è molto importante. Le terapie ufficiali contro le conseguenze della mia patologia sono: psicofarmaci e antidepressivi, neurolettici e antidolorifici, antimicotici ed inibitori della pompa protonica, antinfettivi intestinali ed antibiotici. Mi sento e sono, lasciato solo a me stesso: nel 2008, sono stato da solo a casa per circa 6 mesi durante i quali ho perso peso fino ad arrivare a 40 Kg, un giorno sono svenuto e mi hanno ricoverato però, dopo la minaccia di farmi dormire per tre giorni con i farmaci, ho firmato e mi sono fatto dimettere. Nel 2010 ho avuto un problema per resistenza a pubblico ufficiale. Mi hanno arrestato in seguito a una colluttazione avvenuta sotto casa con i carabinieri e trovandomi con circa 2,5 grammi di canapa in tasca, sono saliti a perquisire l’abitazione dove hanno trovato 5 grammi di fiori, due germogli di erba alti 2 cm a una cinquantina di semi e due bilance (perché una mi era caduta). Mi hanno tenuto dentro per 2 giorni nei quali ho dovuto interrompere tutte le terapie che assumevo al momento. Gli effetti collaterali di questa situazione, dopo aver scoperto le strutture fatiscenti, i sanitari assolutamente anti-igienici, il fatto che i magistrati non controllano mai le cartelle cliniche dei detenuti, ed aver provato sulla mia pelle il bombardamento di psicofarmaci (somministrati togliendo il contagocce a mezze boccette alla volta) sono sintetizzabili in un irrefrenabile desiderio di suicidio. Mi piacerebbe ricevere un piccolo aiuto per il tipo di accuse che mi sono rivolte: coltivazione a fini di spaccio (senza che ci sia un acquirente in fragranza ne che io abbia mai pensato di venderla visto che sono malato a casa da più di tre anni). Nel 2011 ho provato a trasferirmi in Puglia visto che in quella regione è stata emessa la delibera 308/2010 che prevede il Bedrocan gratuito e volevo ottenere la fornitura di Bedrocan pagata dalla ASL. Al momento però, ho dovuto fare i conti con il fatto che la delibera pugliese prevede il rimborso del farmaco solo per i pazienti affetti da sclerosi ed io insieme a tutti gli altri pazienti, siamo stati esclusi. Nel giugno del 2012 sono tornato a casa.
Rispetto all’importazione del Bedrocan ho una richiesta autorizzata dell’agosto 2012 che però è scaduta a marzo di quest’anno. Il mio problema è che l’ASL di Novara non vuole sostenere le spese per il farmaco, nonostante io sia disabile al 100 % ed in una situazione economica molto precaria. In aggiunta pretende di caricare le spese dell’importazione sulle mie singole spalle, mentre potrebbe benissimo procedere con un’importazione complessiva di gruppo per tutti i pazienti della città, della provincia e magari della regione. Il risparmio sarebbe garantito per tutti. Da quasi un anno non ricevo il Bedrocan e la mia condizione è più precaria che mai.

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