Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Luca M.

Mi chiamo Luca M, ho 29 anni e sono ferroviere. Circa 4 mesi fa ho scoperto di soffrire di epilessia. A mio parere la scoperta tardiva di questa patologia, che solitamente insorge nell’infanzia o nell’adolescenza, è dovuta al fatto che, in seguito ad esami obbligatori per il lavoro che svolgo, ho dovuto interrompere di assumere cannabis. Mi spiego meglio. Come tanti coetanei ho cominciato a fumare presto, a 14 anni e secondo me questo può avere rimandato l’insorgere della malattia. L’ultimo giorno di ricovero ne ho parlato con la neurologa (dicendole che in seguito agli esami sul lavoro avevo interrotto bruscamente di assumere cannabis) e lei mi ha confermato a quattro occhi che la mia ipotesi di paziente potrebbe essere possibile. Anzi, mi ha raccontato di avere scritto una tesi sulla canapa e sempre informalmente mi ha consigliato di continuare a fumare. Riassumendo, dopo avere interrotto di fumare sono passati due giorni ed ho avuto il primo attacco della mia vita. Ero in treno che lavoravo e a un certo punto non ricordo più nulla. Mi hanno portato al pronto soccorso di Fidenza e i medici pensavano in uno svenimento. Mi ero lussato una spalla e mi ero masticato un labbro. Mi hanno dimesso. Dopo qualche giorno, tornavo in macchina da Ravenna e mentre ero al telefono con un’amica, ho cominciato a sentirmi strano, e anche la mia amica lo ha notato. Mi sono fermato e poi appena mi sembrava di essermi tranquillizzato sono rientrato a casa. La mia amica, spaventatasi al telefono, è venuta a casa mia ed ha suonato il citofono per 20 minuti prima che aprissi. Quando ho aperto la casa era a soqquadro. Evidentemente avevo avuto il secondo attacco perché non ricordo nulla. Sono tornato al pronto soccorso e lì hanno scelto di ricoverarmi in medicina generale. La stessa sera in ospedale ho avuto la terza crisi. Così è stato chiaro a tutti che si trattasse di crisi epilettiche. In ospedale ho cominciato a prendere il Tegredol, due volte al giorno, mattina e sera che, come tutti i farmaci di questo tipo (così mi hanno detto) mi ha inebetito. Soprattutto all’inizio della terapia, mi seccava la pelle (tipo psioriasi) per cui mi dovevo mettere della crema e poi, nel mio caso, mi ha fatto aumentare il colesterolo, già di mio sopra i 200, e poi lievitato sino a 390. Adesso, da una settimana, combino il Tegradol con il Keppra, ½ pillola al giorno e ½ pillola la sera e questo perché il medico dice che il Keppra non viene assorbito dal fegato e quindi non incide sul colesterolo. Questa settimana dunque, dal punto di vista della lucidità mentale, è andata ancora peggio perché sento gli effetti collaterali di due farmaci. Ad oggi cerco di risolvere il problema della mia cura e per me già sapere che potrei curarmi con la canapa è un fatto positivo perché avendola sempre fumata ne conosco gli effetti secondari che sono senza dubbio minori rispetto ai farmaci che sto prendendo da tre mesi a questa parte.

Una sola domanda mi viene spontanea. Perché il neurologo primario dell’ospedale dove sono stato ricoverato, non mi ha comunicato che esisteva anche l’alternativa terapeutica della canapa medica?

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