Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Luciano Rossi.

Luciano Rossi.

Nov 13, 2013

Mi chiamo Luciano Rossi ho 49 anni e sono di Trento, sono HIV positivo dal 1997.

Sono un ex tossicodipendente e mi son bucato, compresi i tentativi di smettere in varie comunità, per 17 anni. Ho conosciuto l’hashish a 15 anni ma, oggi come oggi, riconosco come medicinali solo i fiori di canapa e non l’hashish, espediente “commerciale” del mercato nero. L’ultima volta che ho provato di smettere con l’eroina nel 1996, scoraggiato e senza troppa fiducia, sono entrato in una comunità sapendo che non sarebbe servito a nulla e infatti, dopo un mese rinunciai ed uscii. In quel periodo, viste le varie conoscenze che avevo, presi il mio primo mezzo kg di marijuana: proveniva dalla Nigeria e la qualità era molto alta. Notai subito la differenza fra l’utilizzare la pianta in se stessa rispetto al derivato chiamato hashish. Nonostante i momenti di difficoltà nella mia vita fossero molti, avevo smesso di bucarmi da 3 mesi, l’effetto antidepressivo si fece notare presto ed in modo prepotente, la canapa mi aiutò a smettere di abusare dell’eroina. Quando mi sembrava di cedere alle mie voglie, correvo a fumarmi una canna di quella marijuana eccellente. Era come darmi tranquillità nei momenti in cui mi sentivo debole, sorridendo, mi sentivo fiero di non esser ricaduto nel solito meccanismo ed in più, il fatto che fumassi, non andava ad intralciare la normalità della mia vita. Avere costantemente da fumare mi sarebbe costato troppo e non potevo permettermelo e così, per colpa e grazie all’incoscienza avuta in eredità dalla vita di tossico, mi son messo nel giro dello spaccio, ricordando con orgoglio l’aiuto che questa sostanza mi aveva fatto avvertire nello stare lontano da Signora eroina. Sbagliavo. In Italia venni arrestato due volte. Una volta con 350 grammi di hashish e un altra volta con 1 kg. Complessivamente ho ricevuto 4 anni di condanne. L’ultima volta con 1 kg mi hanno arrestato e mi hanno messo, dopo due giorni, ai domiciliari. Durante i sei mesi di arresti domiciliari, proprio nei momenti neri che si vivono chiusi in un monolocale, usavo fumare prodotti di qualità superiore e funzionava. Come antidepressivo era allucinante, era la prima volta che non ero dipendente in preda all’eroina e quindi lucidamente mi rendevo conto del suo effetto rilassante in una situazione comunque difficile. Fino a quel momento il mio rapporto con la canapa era senza una propria coscienza medica, ma da quel momento in poi ho iniziato a valutare sul serio le capacità terapeutiche di questa sostanza.
Nel 2001, con tutto il mio passato, HIV positivo, epatite C, sono venuto in Olanda. Nel 2005 ho avuto un cancro alla tonsilla sinistra e mi hanno sottoposto alla radioterapia, per 45 giorni di seguito, una volta al giorno per venti minuti. Il venerdì la seduta era doppia. Durante questo periodo l’avvertenza era che non avrei dovuto assolutamente fumare sigarette. Le radiazioni avevano trasformato la mia bocca in un forno crematorio: ogni volta che provavo a mangiare si formavano delle vesciche dolorose e ciò significava patire dolore per ore. Per i dolori mi hanno dato degli oppiacei, come il Contramal, ma dopo 3 giorni che lo prendevo cominciavo ad avere crisi di astinenza, e quindi, considerato anche il mio passato, l’ho interrotto immediatamente. Al contrario ho subito cominciato con la canapa che utilizzo regolarmente ancora oggi: la sostanza è molto versatile, adotto il vaporizzatore quando il dolore è neuropatico, oppure mangio 1 grammo di olio al giorno che, con la sua funzione medicamentosa antidolorifica e energizzante, mi fa mangiare e mi fa dormire. Ristabilisce il mio equilibrio. I pazienti possono ridurre l’assunzione di oppiacei con un giusto “bilanciamento” di supporto con la canapa, io al momento attuale sono uno di questi. Prima di assumere la canapa contro il dolore pian piano smisi di mangiare. Era insopportabile ed istintivamente non avevo appetito. Quando persi troppi kg, ero arrivato a pesare meno di 54 kg mentre il mio peso forma sarebbe 63 kg, il radioterapista mi intimava di mangiare ed io, spiegando le difficoltà, proposi di provare a farmi tornare l’appetito con la marijuana. Lui fu d’accordo a patto che la usassi pura, cioé senza una traccia di tabacco. Lo feci e riuscii a riconquistare l’appetito. Mi avevano dato 2 settimane e poi il denutrimento mi avrebbe compromesso fortemente. Dopo quell’esperienza capii che forse la canapa non era deputata solo al divertimento. Dopo le radiazioni il mio sistema immunitario era fortemente peggiorato e così cominciai a prender pastiglie antivirali per l’HIV: 2 Kaletra e 1 Truvada al mattino e la sera due Kaletra. Nel 2011, a 6 anni dal primo cancro, per un’altro cancro alla lingua sono stato operato e mi hanno asportato metà lingua. Questa operazione però è stata controversa perché 4 giorni prima di andare in ospedale avevo cominciato ad applicare dell’olio di fiori di canapa preso in farmacia gratuitamente e prodotto dalla Bedrocan. Lo applicavo una volta al giorno nel buco della lingua causato dal tumore e nel giro di 4 giorni il cancro era retrocesso, si era ritirato. Per questo motivo io non volevo essere operato, e avrei voluto proseguire con l’olio, ma al momento del ricovero il chirurgo, trovando una necrosi, non ancora diagnosticata, alla mandibola ha deciso di asportare direttamente mezza lingua, pensando di risolvere il problema. Avevo già cominciato a curarmi con la canapa e quindi ho rifiutato la radio e la chemioterapia. In Italia i medici dicono che non ci sono abbastanza informazioni, ma io credo che il vero problema sia la loro conoscenza della lingua inglese, infatti online ci sono documenti su documenti prodotti dai colleghi americani, israeliani, e olandesi. Qui in Olanda, a differenza del medioevo italiano, dal punto di vista oncologico, l’assunzione terapeutica di canapa è pacifica per la classe medica e infatti prendo il Bedrocan gratuitamente dal 2011. Il mio dottore scrive alla mia assicurazione e questa me lo passa. Se non avessi l’assicurazione il dottore dovrebbe prescrirvelo e io dovrei pagare 8,43 euro al grammo. Il mio fabbisogno settimanale sono 10 grammi.

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