Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Marco Di Paolo.

Mi chiamo Marco Di Paolo ho 44 anni e vivo in un paese abruzzese ai piedi della Majella. Per 4 anni ho studiato medicina alla Sapienza di Roma, poi ho interrotto gli studi per suonare la chitarra classica, ma ho dovuto smettere per colpa di una tendinite. In quel momento sono partito militare e sono entrato in Polizia, dove per 12 anni ho lavorato nelle volanti e soprattutto a Roma. L’esordio della malattia è avvenuto nel 1992 durante il corso di addestramento. La sua forma si chiama primariamente progressiva e si tratta di quella più grave perché comporta una forte componente degenerativa che provoca disabilità. Sino a che i sintomi me lo hanno permesso sono riuscito a lavorare grazie al mio fisico, forte ed allenato. Nel 2001, ho avuto la diagnosi di sclerosi multipla ed ho smesso di lavorare a livello operativo, nel 2003 poi ho lasciato la polizia. A quei tempi camminavo ancora autonomamente e senza stampelle. Dal momento della diagnosi ho iniziato ad essere curato con la terapia corrente per la questa malattia: facevo 3 iniezioni settimanali, a giorni alterni, di Interferone (Betaferon monodose). La terapia è durata un anno e mezzo e gli effetti collaterali sono stati devastanti: il primo giorno che l’assunsi trascorsi un’intera notte paralizzato nel letto con la febbre altissima, praticamente mi provocava i sintomi che avrebbe dovuto combattere, dolore, rigidità muscolare e tremori. Sino a quel momento non ne avevo mai sofferto con tale intensità e la progressione della malattia era lenta, da quando ho cominciato con l’Interferone invece è diventata rapidamente ingravescente e da quel giorno è stata una vera tragedia. Questa terapia, interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, costava 1.300 euro al mese.
Il mio rapporto con la canapa, come molti miei coetanei, è iniziato da ragazzo, fumando qualche spinello di tanto in tanto. Ovviamente smisi al momento di entrare in Polizia per ricominciare al momento del congedo. In quel periodo per pura combinazione un mio familiare stava portando avanti una ricerca universitaria sulle applicazioni terapeutiche della canapa e mi spiegò il perché questa sostanza avesse degli effetti benefici sulla malattia. La canapa Indica mi aiutava a contenere gli effetti collaterali dell’assunzione di Interferone, il tremore e il dolore scomparivano, il clono (movimento inconsulto, ritmico e ripetuto del muscolo) che normalmente era ininterrotto tendeva a scemare. Fin d’allora, nonostante il livello del mio EDSS (Expanded Disabled Status Scale) fosse di 6.5 e cioé in teoria avrei dovuto aver bisogno di 2 stampelle per percorrere 20 metri, io riuscivo a muovermi senza il bisogno di ausilii. Addirittura una volta mi successe di bloccarmi dentro casa a 4-5 metri dalla poltrona, al momento camminavo con due stampelle, non riuscivo a muovermi e impiegai 5 minuti per colmare la distanza che mi separava dalla poltrona, una volta seduto con gran fatica, rollai una canna di hashish e dopo 3-4 tiri, senza accorgermene, mi alzai senza stampelle e senza nemmeno pensarci andai in cucina e mi misi a cucinare. Quando realizzai cosa era successo ne rimasi sconvolto e da quel momento la canapa divenne imprescindibile nella mia vita. Ormai sono più di 10 anni che produco in proprio la mia medicina e se dovessi fare i conti, ho fatto risparmiare alla Sanità pubblica quasi 200 mila euro.
Assumo in media 5 grammi di canapa al dì, fra quella fumata, quella mangiata o assunta tramite olio, considerato che il prezzo di mercato del Bedica-Bedrocan di provenienza olandese (skunk a dominanza Indica) è di 10 euro i conti sono presto fatti. L’esperienza mi ha insegnato che per chi soffre di sclerosi multipla, l’erba più appropriata per la remissione della sintomatologia è esclusivamente un certo tipo di canapa Indica che, se fosse pura e non ibridata, avrebbe effetti medicamentosi ancora superiori. Dal 2010 importo 5 grammi al giorno di canapa dall’Olanda e il Tribunale di Avezzano ha condannato l’ASL territoriale a dispensarmela gratuitamente. La mia scelta è stata determinata dalla volontà di spianare la strada per l’importazione ai pazienti che a differenza mia non possono o non sanno coltivare. Fra medici e pazienti c’è moltissima ignoranza rispetto all’utilizzo terapeutico della canapa e questo anche fra i pazienti che già la adottano per curarsi, soprattutto manca loro la competenza rispetto alle genetiche che utilizzano.
La mia opinione è che al giorno d’oggi su questo tema vengano pubblicati studi medici prezzolati con molte falsità e questo per favorire soltanto la lobby farmaceutica che evidentemente mira allo sfruttamento esclusivo, dovuto al proibizionismo, delle poche molecole conosciute della canapa. Attualmente le molecole sulla bocca di tutti sono il THC e il CBD. Il THC è presente in tutte le speci e sottospeci di canapa Indica e Sativa e scarsamente presente nelle Ruderalis, il CBD invece è altamente presente nelle Ruderalis, in buona presenza nella Cannabis Indica e scarsamente nelle Sative. Di conseguenza mi domando: “ Se il CBD avesse tutte le decantate proprietà mediche che dicono, come mai le Ruderalis, che tra l’altro si coltivano più velocemente, si raccolgono in 2 mesi, a prescindere dal foto periodo, non hanno gli effetti terapeutici che invece sono propri delle Indiche? Se il THC avesse quelle proprietà fisiche miorilassanti descritte dalla letteratura medica, perché le Sative pure, che hanno alti quantitativi di THC, non hanno effetto medico dal punto di vista fisico?”. La mia risposta è che queste decantate proprietà attribuite soprattutto a queste due molecole (le più conosciute e quindi le uniche sfruttabili dal punto di vista commerciale) sono invece caratteristiche esclusive di certe piante di varietà Indica e cioé relative all’intero compound di molecole presenti, la maggior parte ancora sconosciute e quindi non sfruttabili commercialmente, in tutto 483 costituenti (cannabinoidi, terpeni, terpenoidi, flavonoidi) che evidentemente in certe proporzioni producono un effetto elettivamente medico. Io supporto l’autocoltivazione al 100% perché la ricerca della medicina più idonea ad ogni singolo caso e sintomo, può e deve essere condotta da ogni paziente autonomamente. Considerando che tra le diverse varietà di cannabis, le differenze e la portata in termini terapeutici è sostanziale e siccome l’ibridazione fra Indica e Sativa (premessa della ricerca medica ufficiale che punta a trovare alti valori di THC e CBD) sottrae caratteri medici alle piante Indiche, in assenza del riscontro oggettivo sulla malattia che solo il paziente stesso può garantire, a mio parere, viene a cadere la presunta scientificità della ricerca medica ufficiale.

  • Contenuto non disponibile
    Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


5 + sette =

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Cookies Policy

Cosa sono i cookies?

I cookies sono file di testo di piccole dimensioni che possono venire scambiati con il browser quando un utente visita un determinato sito internet. I cookies consentono a un sito di riconoscere un particolare dispositivo (computer, tablet, telefono cellulare o altro dispositivo mobile) o browser.

 

Quanti tipi di cookies esistono?

Esistono diversi tipi di cookie:

 

Come utilizza i cookies Canapamedica.it?

Canapamedica.it utilizza i cookies per rendere l’uso del sito più semplice e per meglio adattare l’esperienza di navigazione agli interessi ed ai bisogni di ogni singolo utente. I cookies possono venire usati per velocizzare le attività degli utenti su Canapamedica.it, come ad esempio l’accesso alla propria area riservata o la visualizzazione delle ultime pagine consultate. Inoltre i cookies possono essere utilizzati per compilare statistiche anonime aggregate che consentono di calcolare le visite al sito, per capire come gli utenti usano Canapamedica.it e per aiutarci a migliorarne la struttura, i contenuti e la navigabilità.
Attraverso i cookies non è comunque possibile identificare personalmente un utente di Canapamedica.it.

Canapamedica.it utilizza cookies di sessione, cookies permanenti e cookies di terze parti.
I cookies di sessione che scadono nel momento in cui viene chiuso il browser, vengono utilizzati principalmente per proporre all’utente gli ultimi annunci consultati.

I cookies permanenti servono per consentire all’utente di memorizzare i dati di accesso alla propria area riservata e non dovere effettuare il log-in ogni volta che si visita Canapamedica.it.

Alcuni cookies di terze parti sono utilizzati per calcolare le statistiche degli accessi e della navigazione su Canapamedica.it (ad esempio il numero dei visitatori giornalieri, il numero delle pagine viste, la durata di tali visite ecc…).
Tali cookies sono messi a disposizione e gestiti da Google Inc. tramite il servizio Google Analytics che utilizza dei cookies che vengono depositati sul computer dell’utente allo scopo di consentire a Canapamedica.it di analizzare come gli utenti navigano all’interno del sito.
Le informazioni generate dal cookie sull'utilizzo di Canapamedica.it da parte dell’utente verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni allo scopo di tracciare ed esaminare l’utilizzo dei Sito Web da parte dell’utente, compilare report anonimi sulle attività dei visitatori all’interno di Canapamedica.it.

Facendo uso di Canapamedica.it, si acconsente al suo utilizzo dei cookies in conformità con la presente Cookie Policy.
Coloro che non volessero l’utilizzo dei cookies da parte di Canapamedica.it potranno cancellarli semplicemente andando nelle impostazioni privacy del proprio browser di navigazione e selezionando l’opzione di eliminazione dei cookies.

La scelta di disabilitare i cookie che impieghiamo, potrebbe influenzare l’esperienza dell’utente mentre si trova su Canapamedica.it e potrebbe limitare l’utilizzo di alcune funzionalità.

Chiudi