Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Morbo di Crohn

Posted by on Gen 6, 2014

 Mi chiamo Elena ho 36 anni e sono nata a Livorno. Per circa 10 anni ho gestito un mini market alimentare. Dopo la diagnosi delle mie patologie ho cambiato lavoro ed ora gestisco un’edicola. Morbo di Crohn e cibo non andavano d’accordo. Soffro di malattie autoimmuni e il morbo di Crohn è quella da cui partono tutte le altre: artrite reumatoide autoimmune, dermatite cronica autoimmune e dermatite psoriaca della cute. Il Crohn mi fu diagnosticato all’età di 26 anni. Cominciai a stare male a gennaio 2003. Si susseguirono 6 mesi di analisi inconcludenti e terapie inadeguate, credendo che avessi contratto un batterio o un virus, i medici cambiavano antibiotico ogni 15 giorni. Avevo forti dolori addominali e articolari, andavo in bagno circa 15 volte al giorno, un incubo, principalmente di notte e non assimilavo niente di quello che mangiavo. Decisero di farmi una colonscopia e venne fuori che avevo l’intestino ricoperto di piaghette infette, fecero una biopsia e mi diagnosticarono il morbo di Crohn. Se mi avessero prescritto subito questo esame mi sarei risparmiata antibiotici inutili e non sarei deperita tanto,...

Read More

Sclerosi multipla

Posted by on Nov 13, 2013

Sono Lucia Spiri, ho 31 anni e vivo in un piccolo paese della provincia di Lecce. I primi piccoli disturbi di diploplia [NDR. Percezione di una doppia immagine di un singolo oggetto] e i primi formicolii li ho avuti a 15-16 anni, mentre a 18, in occasione degli esami di maturità, ebbi l’attacco dal quale poi scaturì la diagnosi di sclerosi multipla. Dal 2000 al 2005 la mia terapia era basata esclusivamente sull’Interferone Rebif 22, con una sequenza di 2 punture settimanali che pian piano hanno ridotto al minimo la mia qualità di vita. Non accettando gli effetti collaterali di questo farmaco: febbre costante a 38-39 che sale dieci minuti dopo l’iniezione e dura 2 giorni per ricominciare con l’iniezione successiva, depressione, nervosismo e l’ansia che mi aumentava i tremori, nel 2006, di mia spontanea volontà, ho sospeso la “cura”. Lo stesso anno ho fatto boli di cortisone (fiale di cortisone iniettate in flebo di soluzione fisiologica) che mi hanno rimessa in sesto. Dal 2006 al 2010 sono andata avanti con integratori, antidepressivi e antiepilettici. Nel 2010, dopo l’approvazione in Puglia...

Read More

Dolore neuropatico

Posted by on Nov 13, 2013

Sono nato a Partinico in provincia di Palermo ed ho 28 anni. All’età di un anno la mia famiglia si è trasferita nella bella Toscana e precisamente a Monsummano Terme, provincia di Pistoia. Dopo la scuola dell’obbligo all’età di 14 anni ho iniziato a lavorare come apprendista idraulico. A 17 anni ho iniziato ad avvertire dei dolori alle gambe, soprattutto la destra, al piede, al polpaccio, al cavo popliteo e alla coscia. I sintomi andavano e venivano in maniera da far sospettare una semplice infiammazione del nervo sciatico e il dottore decise di curarmi con antinfiammatori, ghiaccio e tanto riposo. Con l’avanzare del tempo i sintomi aumentavano di frequenza e durata. Sono arrivato al punto che il dolore non smetteva più. La sera andavo a letto dolorante, l’indomani, senza aver ancora fatto sforzi, mi svegliavo sempre dolorante e con tutta la giornata lavorativa da affrontare. Non c’era un farmaco che riuscisse a spegnere questo dolore bruciante, folgorante, dilaniante e insopportabile. Ho perso il lavoro perché non riuscivo più a dormire la notte e figuriamoci ad affrontare una giornata lavorativa. A volte...

Read More

Trattamento oncologico

Posted by on Feb 19, 2014

Mio padre ha 70 anni, ha lavorato tutta la vita come commerciante, ed è in pensione da un anno. A settembre gli è stato diagnosticato un microcitoma polmonare. Un mio amico oncologo mi disse che era questione di mesi. Da settembre sino a gennaio è stato sottoposto a 3 cicli di chemioterapia: ogni ciclo durava 3 giorni per 3 ore al giorno in regime di day hospital. Il microcitoma è un tumore che risponde bene alla chemioterapia ed in effetti, seppur minima, c’è stata una riduzione della massa tumorale, la massa complessiva era di 9 cm e la riduzione è stata di 6 mm. Oltre al tumore sorge una complicazione, la massa tumorale infatti comprime la vena cava creando problemi respiratori e gonfiore del collo e del viso e così, dopo il terzo ciclo di chemioterapia, i medici consigliano di effettuare la radioterapia. La radioterapia dura 24 giorni consecutivi per 10 minuti a sessione. Nel frattempo su suggerimento di un angiologo per contrastare il problema del gonfiore comincia a prendere 2 medicinali: il Lasix, potente diuretico che facilita l’eliminazione di acqua e...

Read More

Leggi gli ultimi articoli

Tony

 Sono Tony ho 40 anni e sono impiegato presso una ditta di trasporti privata. A marzo 2012 purtroppo mia sorella si è ammalata di linfoma non Hogdkin (neoplasie maligne del tessuto linfatico) e lo ha scoperto perché si è accorta di avere nel collo delle ghiandole ingrossate. Dopo la biopsia le hanno diagnosticato il tumore. E’ stata ricoverata e sottoposta a cicli di chemio che inizialmente non le davano grossi problemi, ma con l’andare del tempo le causavano nausea e indebolimento fisico. Documentandomi su internet sono venuto a conoscenza di cure alternative tra le quali c’era l’utilizzo di canapa a scopo terapeutico: avevo già sentito parlare di canapa per malattie come la distrofia muscolare, ma non pensavo fosse possibile anche per tumori di un certo tipo. Trovando un video su you tube “ La vera storia della marijuana” sono venuto a conoscenza di un olio estratto dalla pianta che poteva essere somministrato. Nel frattempo un amico mi ha informato che esistevano dei negozi, i growshop, che forse potevano darmi informazioni a riguardo. In realtà, non ho potuto utilizzare l’olio poiché ci voleva tanta materia prima per ottenerlo, ma parlando con i ragazzi del negozio sono arrivato alla conclusione di utilizzare un vaporizzatore per permettere a mia sorella di usufruire dei benefici del principio attivo della pianta senza doverlo assumere fumando. Così tramite internet ho comprato un vaporizzatore (Volcano 400 euro). I ragazzi del negozio, gentilissimi e preparatissimi, mi hanno consigliato un tipo di pianta con elevato principio attivo. Da qui mi sono convinto a ricorrere all’autocoltivazione perché la difficoltà di trovare la materia prima pura è molto elevata: per i rischi e per i costi elevati. Coltivando in proprio il rischio non diventa minore, ma resta l’unica maniera per poter ottenere una quantità notevole di canapa pura, senza dover affrontare la spesa cospicua dettata dai prezzi del mercato nero. I benefici si sono visti dopo poco tempo e mia sorella adesso affronta la malattia in maniera diversa: mangia di più, supera meglio gli effetti della chemio, esce, non sta più a letto, ha una vita un po’ più normale rispetto a quando faceva solo chemio. Mia sorella non è a conoscenza della provenienza del...

A.N.

Ho avuto un tumore renale. Me ne resi conto per puro caso nell’aprile del 2009. Siccome non era più curabile i medici hanno eseguito una nefrectomia totale e cioé l’asportazione totale del rene sinistro. Successivamente, verso dicembre dello stesso anno, ad un controllo di routine, per la prima volta si evidenziava una metastasi polmonare di 1 cm che venne asportata nel marzo del 2010. Tale metastasi si rivelò essere composta da cellule di tipo renale e maligne. Nell’aprile 2011 comparve un’altra metastasi di circa 1 cm al polmone sinistro. Iniziai a prendere un medicinale omeopatico di nome Vidatox, ricavato dal veleno di uno scorpione e commercializzato a Cuba. Nei successivi controlli si evidenziava una decrescita costante, sino a quando a marzo 2012 il tumore era completamente riassorbito. Aimé però, a settembre 2012 riappare un nodulo di 2,5 cm al polmone destro. La proposta di cura è stata un’altra chirurgia che ho rifiutato e poi una terapia con Pazopanib, un antiangiogenetico. Il costo di tale terapia ammonta a 6.000 euro per una confezione da 90 compresse. Io ne avrei dovuto assumere 120 al mese per la modica cifra di 8.000 euro. Quando domandai per quanto tempo avessi dovuto estendere la cura, mi venne risposto a tempo indeterminato, o almeno fin tanto che il mio corpo non avesse reagito con eccessivi effetti collaterali, o dimostrasse di non reagire alla terapia. Sentito ciò decisi che, essendo cardiopatico, ed essendo il Pazopanib un medicinale vasocostrittore, non sarebbe stato il caso di rischiare una terapia così aggressiva e per altri versi dannosa. A quel punto rinunciai anche alla terapia. Venni a conoscenza della canapa e delle sue potenzialità tramite un’amica che a sua volta aveva un conoscente che in California ha avuto una parte importante nel processo di legalizzazione della cannabis terapeutica. Così, grazie ad internet, per ben due mesi mi dedicai alla ricerca di tutto ciò che si potesse trovare sull’argomento e mi convinsi che quella era una strada da provare. Scoprii che la cannabis medica non si fuma. Il fumarla si addice di più a coloro che ne fanno un uso ludico. Attraverso le vie respiratorie il principio attivo “THC, o, Delta 9 Tetraidrocannabinolo” si mette rapidamente...

D.R.

Sono un medico romano, specializzato in chirurgia, odontoiatria, patologia generale, omo tossicologia e omeopatia. Soffro di carcinoma prostatico inoperabile perché il carcinoma ha superato la capsula e si è espanso in vescica. Con l’invasione della vescica l’unica terapia consigliata è la radioterapia a grandi dosi, ma io l’ho rifiutata perchè anche la più precisa radioterapia, oltre a bruciare le cellule tumorali brucia anche le cellule sane e, anche se ancora non possiamo saperlo, io credo che ciò possa modificare la struttura delle cellule sane. Se avessi fatto la radioterapia tre anni fa, mi diedero 6-7 mesi di vita. Nel 2008 il mio PSA ( la misura relativa che permette di diagnosticare un eventuale tumore prostatico) era 5 al di sopra della norma che è 4. Nel 2010, quando sono venuto a conoscenza del tumore ho fatto il controllo del mio PSA ed il valore era 30 invece che sotto 4. Dal 2010 ho cominciato le mie cure alternative. Avendo verificato che il tumore era ormono- dipendente ho iniziato a prendere Androcour, per il trattamento antiandrogeno nel carcinoma prostatico inoperabile, e Zoladec per bloccare l’avanzamento del tumore. Mi sono curato con medicine alternative: graviola, tisana di renè caisse, ho cambiato alimentazione, rendendola più vegetariana. Faccio il TAD (Glutatione sale sodico) e l’esafosfina per mantenere il mio sistema immunitario il più forte possibile e adesso da 90 giorni sto utilizzando il THC. Nel 2012 infatti la mia ricerca su internet di medicine alterrnative per il cancro mi portò sul sito Youtube dove guardai attentamente un filmato che titolava “La vera storia della Marijuana “. Così scoprii che in Canada un agricoltore che produce l’olio di canapa aveva insegnato ad un signore olandese come si ottiene. L’agricoltore si chiama Rick Simpson. Quest’olio di cannabis distrugge le cellule tumorali. Ho iniziato a prenderlo per novanta giorni la sera alle ore 20, dopo i pasti e andavo a dormire. Dopo questa cura con medicine allopatiche e olio di canapa il mio PSA è sceso a 5,7 ed arriverò a portarlo sotto i 4 aggiungendo un’altra cura alternativa, la vitamina B17 o leatrile, nome scentifico. Per ora sto bene il carcinoma è regredito ancora, la battaglia non è finita ma...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Cookies Policy

Cosa sono i cookies?

I cookies sono file di testo di piccole dimensioni che possono venire scambiati con il browser quando un utente visita un determinato sito internet. I cookies consentono a un sito di riconoscere un particolare dispositivo (computer, tablet, telefono cellulare o altro dispositivo mobile) o browser.

 

Quanti tipi di cookies esistono?

Esistono diversi tipi di cookie:

 

Come utilizza i cookies Canapamedica.it?

Canapamedica.it utilizza i cookies per rendere l’uso del sito più semplice e per meglio adattare l’esperienza di navigazione agli interessi ed ai bisogni di ogni singolo utente. I cookies possono venire usati per velocizzare le attività degli utenti su Canapamedica.it, come ad esempio l’accesso alla propria area riservata o la visualizzazione delle ultime pagine consultate. Inoltre i cookies possono essere utilizzati per compilare statistiche anonime aggregate che consentono di calcolare le visite al sito, per capire come gli utenti usano Canapamedica.it e per aiutarci a migliorarne la struttura, i contenuti e la navigabilità.
Attraverso i cookies non è comunque possibile identificare personalmente un utente di Canapamedica.it.

Canapamedica.it utilizza cookies di sessione, cookies permanenti e cookies di terze parti.
I cookies di sessione che scadono nel momento in cui viene chiuso il browser, vengono utilizzati principalmente per proporre all’utente gli ultimi annunci consultati.

I cookies permanenti servono per consentire all’utente di memorizzare i dati di accesso alla propria area riservata e non dovere effettuare il log-in ogni volta che si visita Canapamedica.it.

Alcuni cookies di terze parti sono utilizzati per calcolare le statistiche degli accessi e della navigazione su Canapamedica.it (ad esempio il numero dei visitatori giornalieri, il numero delle pagine viste, la durata di tali visite ecc…).
Tali cookies sono messi a disposizione e gestiti da Google Inc. tramite il servizio Google Analytics che utilizza dei cookies che vengono depositati sul computer dell’utente allo scopo di consentire a Canapamedica.it di analizzare come gli utenti navigano all’interno del sito.
Le informazioni generate dal cookie sull'utilizzo di Canapamedica.it da parte dell’utente verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni allo scopo di tracciare ed esaminare l’utilizzo dei Sito Web da parte dell’utente, compilare report anonimi sulle attività dei visitatori all’interno di Canapamedica.it.

Facendo uso di Canapamedica.it, si acconsente al suo utilizzo dei cookies in conformità con la presente Cookie Policy.
Coloro che non volessero l’utilizzo dei cookies da parte di Canapamedica.it potranno cancellarli semplicemente andando nelle impostazioni privacy del proprio browser di navigazione e selezionando l’opzione di eliminazione dei cookies.

La scelta di disabilitare i cookie che impieghiamo, potrebbe influenzare l’esperienza dell’utente mentre si trova su Canapamedica.it e potrebbe limitare l’utilizzo di alcune funzionalità.

Chiudi