Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Morbo di Crohn

Posted by on Gen 6, 2014

 Mi chiamo Elena ho 36 anni e sono nata a Livorno. Per circa 10 anni ho gestito un mini market alimentare. Dopo la diagnosi delle mie patologie ho cambiato lavoro ed ora gestisco un’edicola. Morbo di Crohn e cibo non andavano d’accordo. Soffro di malattie autoimmuni e il morbo di Crohn è quella da cui partono tutte le altre: artrite reumatoide autoimmune, dermatite cronica autoimmune e dermatite psoriaca della cute. Il Crohn mi fu diagnosticato all’età di 26 anni. Cominciai a stare male a gennaio 2003. Si susseguirono 6 mesi di analisi inconcludenti e terapie inadeguate, credendo che avessi contratto un batterio o un virus, i medici cambiavano antibiotico ogni 15 giorni. Avevo forti dolori addominali e articolari, andavo in bagno circa 15 volte al giorno, un incubo, principalmente di notte e non assimilavo niente di quello che mangiavo. Decisero di farmi una colonscopia e venne fuori che avevo l’intestino ricoperto di piaghette infette, fecero una biopsia e mi diagnosticarono il morbo di Crohn. Se mi avessero prescritto subito questo esame mi sarei risparmiata antibiotici inutili e non sarei deperita tanto,...

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Sclerosi multipla

Alessandro Raudino

Posted by on Apr 3, 2018

Foto credits: Niccolo’ Celesti Photographer Alessandro è un ragazzo siciliano che soffre di sclerosi multipla. Nella sua regione trovare cannabis medica è molto difficili sia tramite i canali legali, per la mancanza del farmaco, sia attraverso quelli illegali, perché la qualità è pessima. Per questo motivo Alessandro ha deciso di coltivare la propria medicina. Una scelta di dignità e disobbedienza civile.   Mi chiamo Alessandro Raudino, ho 34 anni. Da 11 anni sono affetto da Sclerosi multipla RR. Nei primi periodi della malattia non mi è stata data nessuna cura tradizionale, ma dopo una brutta ricaduta mi hanno iniziato a prescrivere il Copaxone, un piccolo chemio-terapico, che dopo ben 800 punture mi ha portato a gravi controindicazioni come pertosse, tumore al colon (operato di urgenza), herpes Simplex diffusa, piastropatia, depressione e fegato ingrossato. Dopo aver fatto presente alla mia dottoressa, del centro di sclerosi del San Raffaele di Cefalù, delle svariate controindicazioni, lei non fece altro che cambiarmi il tipo di farmaco, proponendomi l’Interferone beta. Io però, visto che la precedente terapia, spacciatami per blanda, mi aveva causato diverse controindicazioni più...

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Dolore neuropatico

Francesco Bacchin

Posted by on Dic 4, 2018

Francesco Bacchin è un giovane studente appassionato di cannabis. In seguito ad un incidente stradale comincia ad utilizzarla per motivi terapeutici e la canapa diventa una presenza costante nella sua dimensione quotidiana. Questa è la sua storia: quando il coraggio e la determinazione aiutano a superare anche i momenti più difficili. Mi chiamo Bacchin Francesco, veneto di 25 anni, sono un perito chimico e dal 2016 coltivo canapa industriale. Ho la passione per l’agricoltura e l’allevamento sostenibile del pollame che mi aiuta nella gestione dei campi di canapa. A ottobre 2018 ho terminato il corso di perfezionamento universitario “la cannabis medicinale” a Padova. Questo corso, il primo universitario, della durata di 1 anno, aperto a chiunque abbia laurea triennale, ha trattato la pianta di cannabis a 360 gradi con particolare attenzione agli aspetti medici, ma anche alla parte fitochimica, botanica, coltivazione e gli aspetti psicologici dell’assunzione di cannabis. Il livello del corso è stato ottimo, pionieristico oserei dire, rigoroso materiale scientifico e docenti preparati anche dall’estero. Attualmente sono iscritto ai corsi singoli della magistrale di psicologia “neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica” ed...

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Trattamento oncologico

Posted by on Feb 19, 2014

Ho avuto un tumore renale. Me ne resi conto per puro caso nell’aprile del 2009. Siccome non era più curabile i medici hanno eseguito una nefrectomia totale e cioè l’asportazione totale del rene sinistro. Successivamente, verso dicembre dello stesso anno, ad un controllo di routine, per la prima volta si evidenziava una metastasi polmonare di 1 cm che venne asportata nel marzo del 2010. Tale metastasi si rivelò essere composta da cellule di tipo renale e maligne. Nell’aprile 2011 comparve un’altra metastasi di circa 1 cm al polmone sinistro. Iniziai a prendere un medicinale omeopatico di nome Vidatox , ricavato dal veleno di uno scorpione e commercializzato a Cuba. Nei successivi controlli si evidenziava una decrescita costante, sino a quando a marzo 2012 il tumore era completamente riassorbito.  Ahimè però, a settembre 2012 riapparse un nodulo di 2,5 cm al polmone destro. La proposta di cura era un’altra chirurgia che rifiutai e poi una terapia con Pazopanib , un antiangiogenetico. Il costo di tale terapia ammontava a 6.000 euro per una confezione da 90 compresse. Io ne avrei dovuto assumere 120 al mese...

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Alberto Sciolari

Alberto Sciolari

Mar 7, 2018

Alberto Sciolari ci ha lasciati nell’estate del 2018. Alberto, HIV positivo, è stato un precursore di tutto il movimento per la cannabis terapeutica in Italia. Quando ancora questo rimedio non era riconosciuto, Alberto, con un pugno di pazienti, ha lottato affinché anche in Italia venisse riconosciuta questa terapia. La sua storia aiuta a inquadrare un percorso unico per il riconoscimento legale e sociale di un’alternativa terapeutica dalle grandi potenzialità mediche. Grazie Alberto da parte mia che ho avuto il piacere di conoscerti e da parte di tante persone che mai ti conosceranno, ma che potranno curarsi con la cannabis grazie alla tua battaglia di civiltà. Mi chiamo Alberto Sciolari, sono nato nel 1955 e ho lavorato nel settore dell’arredamento. Ho contratto l’HIV alla fine degli anni ottanta. All’inizio, quando contrassi la malattia, non esistevano farmaci perché si trattava di una novità. L’HIV non si cura, si tiene sotto controllo. A partire dal 1994 ho cominciato la normale terapia antiretrovirale, la triplice HAART. Questa terapia si basa sulla combinazione di 3 farmaci, ognuno dei quali con una funzione differente: uno inibisce la proteasi e gli altri due (un nucleosodico e l’altro non nucleosodico) la proscrittasi inversa. Questa terapia se da una parte ebbe l’effetto di aumentare le cellule del sistema immunitario CD4 e diminuire la carica virale, dall’altra parte provocava effetti collaterali fisici come diarrea e mal di pancia. Trattandosi poi di 10 pasticche al giorno (all’inizio 3 farmaci per 3 volte al giorno) tutta la giornata era scandita dal ritmo d’assunzione dei farmaci e, visto che uno andava preso lontano dai pasti, uno doveva essere assunto con i cibi grassi ed uno evitando il pompelmo, condizionava anche la mia dieta. Tutto ciò mi portava ad avere un rapporto di repulsione per il cibo, da un lato perché i farmaci mi causavano nausea e dall’altro perché, per rispettare la scadenza temporale di assunzione, dovevo mangiare a comando. Il percorso per il riconoscimento della cannabis in medicina Documentandomi su Internet trovai uno studio americano su Pubmed che spiegava che i pazienti riuscivano ad ottenere una maggiore aderenza al piano terapeutico se assumevano cannabis, visto che questa sostanza annulla il problema della repulsione del cibo. Devo dire...

Fabrizio Pellegrini

Fabrizio Pellegrini

Giu 10, 2016

Foto credits: Niccolo’ Celesti Photographer Mi chiamo Fabrizio Pellegrini, sono musicista ho 49 anni e soffro di sindrome fibromialgica. La fibromialgia è la cronicizzazione di un deficit enzimatico cerebrale, in pratica il mio sistema immunitario è in continua sofferenza. La sindrome fibromialgica è una patologia neuro immunologica ed è spesso conseguenza dell’asma bronchiale cronico allergico. Nello specifico viene a mancare un neurotrasmettitore, la serotonina. Nel paziente in cui la malattia è in uno stadio avanzato, come nel mio caso, la mancanza di serotonina provoca il lento e progressivo restringimento del canale midollare e l’occlusione dei forami nervosi alle radici dei giunti articolari che, oltre a provocare insonnia, provoca dolore diffuso e persistente, a carico soprattutto della colonna vertebrale. Tutto cominció con un banalissimo asma. Avevo 2 anni e tutto partì dalla pertosse alla quale, per ereditarietà materna, si era aggiunto anche l’asma. Fin da quell’età mia madre, dall’Abruzzo, mi portava a vaccinare a Firenze. I vaccini, però, non davano esito e per tamponare gli attacchi si passò alle inalazioni in aeresol a base di cortisone. In quel periodo, tra l’altro, erano appena stati immessi in commercio il Ventolin e il Bentelan e così, per tutta l’infanzia, mi abituai a portarmeli sempre dietro. Arrivato all’adolescenza l’asma non se ne andava. A 13-14 anni ero talmente farmaco-resistente al cortisone che continuavo a subire ricoveri, flebo, etc. Ero letteralmente imbottito di cortisone. La svolta c’è stata a 16 anni quando smisi di mangiare carne e ciò ridusse notevolmente l’esposizione agli attacchi. Dal momento in cui smisi con la carne fu come se il mio organismo diventasse meno esposto, mi sentivo meglio, magari potevo avere un attacco con il cambio di stagione, ma comunque si diradavano da 4 a 3, da 3 a 2, da 2 ad 1 fino a sparire. Ho impiegato anni ed anni per ripulirmi dal cortisone e penso dipenda anche dalla decisione di smettere con la carne piena di farmaci e steroidi. Fino a 20 anni ho convissuto con attacchi settimanali, circa un ricovero al mese e nell’arco di un anno anche dieci volte all’ospedale, man mano che crescevo per fortuna gli attacchi si diradavano. La mia storia con la canapa comincia dopo aver...

Mauro M.

Ho 46 anni e a 19, a seguito del presentarsi di un vistoso eritema sul viso, mi hanno diagnosticato il Lupus eritematoso sistemico [ NDR. da qui in poi LES] .  Il percorso è stato difficoltoso: ho impiegato mesi e tante visite da diversi dermatologi prima di riuscire a scoprire quale fosse la causa. Il LES è una patologia autoimmune rara, con maggior prevalenza nelle donne rispetto agli uomini (il rapporto è di circa 9 a 1), che può presentarsi fondamentalmente in tre forme diverse: rash cutanei, forma discoide e forma sistemica. Il mio è il terzo caso che interessa gli organi interni e che presenta comunque i rash, in particolare sul viso, ma ho anche avuto  la forma discoide, che si ripresenta ogni tanto. Nel caso d’interessamento degli organi come nella forma sistemica, la malattia può assalire uno qualunque di questi e variare nel tempo: io ho avuto diverse ricadute e sono stato colpito prima ai reni, poi i problemi sono stati al sangue (piastrinopenia) e poi alla guaina mielinica. Al momento sto vivendo un esordio palindromico di artrite reumatoide. A seguito della diagnosi fui ricoverato all’ospedale di Savona per 40 giorni e subii la prima biopsia, retroauricolare in questo caso, ed iniziai le cure con alti dosaggi di cortisone (Celestone 8mg/die e Bentelan in terapia a scalare ed in mantenimento), idrossiclorochina cioè Plaquenil 200mg (che però poi ho letto non essere efficace e anzi completamente inutile in pazienti fumatori ed io lo ero) ed una lunga serie di altri farmaci tra i quali Steranabol, Maalox, Zantac (anabolizzanti, gastroprotettori ecc.) per contrastare gli effetti collaterali dello steroide. All’epoca si usavano ancora dosaggi alti per lunghi periodi di tempo, ora si usano i boli, più potenti ma con periodi d’assunzione più brevi. In quel periodo mi sentivo frastornato, con riflessi affievoliti, frequenti tachicardie, bocca impastata e conseguente insensibilità ai gusti, crampi a mani, polpacci e cosce che spesso mi svegliavano la notte o mi costringevano a fermarmi se stavo guidando o lavorando, insonnia, molto appetito e bruciori di stomaco costanti. Sono ingrassato di oltre 12 chili per via dell’elevata ritenzione idrica dello steroide. Da quel momento, non ho mai smesso di usare il cortisone, che...

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