Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Perché titolare la cannabis?

Perché titolare la cannabis?

Dic 9, 2018

Intervista al Dott. Marco Bertolotto e al Dott. Marco Ternelli sulla titolazione dei cannabinoidi.

Della canapa terapeutica e della sua interazione con il corpo umano sappiamo ancora poco, ciò che possiamo dire con un discreto margine di certezza è che nel caso della cannabis non è il singolo cannabinoide che svolge un effetto benefico, ma la totalità sinergica di tutti i cannabinoidi presenti: il cosiddetto effetto entourage.

Come facciamo però a sapere quali e quanti siano i cannabinoidi presenti nel nostro medicamento? Lo abbiamo chiesto al Dott. Bertolotto e al farmacista Marco Ternelli.

Prescrivere la cannabis

Quando prescrive cannabis, lei seleziona una certa qualità con una certo ratio di cannabinoidi e ne prescrive una determinata quantità. In questo caso chi esegue la titolazione per capire quanto principio attivo viene effettivamente consumato secondo le tue indicazioni?

Dott.Bertolotto: Il medico prescrive senza sapere la titolazione, che viene fatta dopo che il medico ha prescritto l’olio, indicando la posologia nella prescrizione. Poi, seguendo il paziente, il medico corregge il dosaggio valutando la sintomatologia e la titolazione chimica.

Quindi è il farmacista che esegue il  passaggio della titolazione?

Dott.Bertolotto: Si è il farmacista che deve fare la titolazione dopo aver fatto l’olio su mia prescrizione. Io dico al farmacista come fare l’olio di cannabis galenico e lui lo realizza.

E con le infiorescenze stessa procedura?

Dott.Bertolotto: No, le infiorescenze vengono già vendute con una nota concentrazione di cannabis, mentre l’olio va esaminato perché il medico deve sapere quanto THC è stato estratto nella procedura. Le concentrazioni possono variare molto da un farmacista all’altro, dipende da quanto lo scaldano e a quale temperatura. Non c’è una metodica validata, unica per tutti, ognuno applica la sua.

Ma il fatto che non esista una metodologia omogenea non comporta una maggiore difficoltà per voi medici sia nel caso doveste affidarvi ad un altro farmacista, sia per poter ottenere dei dati spendibili proprio perché basati su procedure sempre standard da parte di chi titola?

Dott.Bertolotto: E’un problema quotidiano, l’esperienza del medico è fondamentale. Troppi medici affrontano il tema cannabis come se fosse un medicamento classico.

Ma così facendo non si riuscirà mai a sistemizzare uno studio di largo respiro su base nazionale se ognuno titola a modo suo..

Dott. Bertolotto: Non è possibile fino a quando non diventerà un farmaco. Allora saranno possibili studi randomizzati. Oggi il medico è solo con la sua arte e la sua esperienza che fanno la differenza per il paziente.

Ma se si obbligassero almeno tutti i farmacisti del SSN a titolare in maniera omogenea non sarebbe un bel passo avanti per poter offrire dati standarizzati almeno sotto questo profilo?

Dott.Bertolotto: Non esiste un metodo di preparazione condiviso e standarizzato. Siamo agli albori di una scienza.

Titolare la cannabis

Marco Ternelli al lavoro in farmaciaE adesso chiediamo direttamente al farmacista Dott. Ternelli che nel 2018 ha seguito più di 4.000 pazienti

Al momento i medici prescrivono genericamente un determinato quantitativo di cannabis con una determinato equilibrio fra i cannabinoidi. Ritiene questa procedura efficace rispetto al tema della titolazione/determinazione dei cannabinoidi?

Dott.Ternelli: Questo è il paradosso della prescrizione nel senso che il medico nel momento in cui dice al farmacista di prendere il fiore e di fare l’olio con una determinata metodica, può solo ipotizzare, se propriamente informato, quale sia la titolazione che risulterà dalla preparazione dell’olio. Il medico ha una presunzione del dosaggio nel senso che la concentrazione di THC:CBD contenuta nell’estratto indicativamente è in base al tipo di genetica prescritta e al metodo utilizzato.

Ma se il medico non sa ancora quanti cannabinoidi effettivamente assumerà il suo paziente la sua ricetta non è solo parziale?

Dott.Ternelli: Questo viene in parte risolto a posteriori grazie alla titolazione del farmacista, obbligatoria per leggi in ogni singola preparazione e in seguito alla quale, il medico ricalibra, confermando, diminuendo o aumentando la posologia prescritta.

Il medico si basa sull’assunto che il paziente si reca sempre dalla stessa farmacia e che il farmacista lavora sempre con la stessa procedura. Nella maggioranza dei casi invece viene effettuata una titolazione “ sul paziente” più empirica e cioé il medico comincia con una bassa dose standard e poi in seguito alle risposte del paziente sia come effetti collaterali, sia come effetti sulla patologia si comincia ad incrementare la dose.

D’altra parte l’infiorescenza è anche soggetta ad una sua naturale variabilità da lotto a lotto, per esempio nel lotto di agosto 2017 nella cannabis FM2, il CBD era titolato circa l’11,3%, mentre nel lotto dei primi di gennaio 2018 era titolato a 8,4%, stesso discorso anche per la Bedrocan, dove il THC a volte è del 19,8% mentre quello che è appena arrivato è del 23,2%.

La vera criticità però riguarda il decotto che viene riportato come principale metodica di somministrazione prevista dal DM 9/11/2015 e che non è soggetto a titolazione perché i pazienti se lo fanno in casa e nessuno può sapere cosa effettivamente il paziente stia consumando.

Come migliorare?

Dott. Ternelli: Il farmacista, una volta fatta la titolazione, dovrebbe ricalcolare in etichetta la corrispondenza fra gocce e contenuto in cannabinoidi. Il punto debole però è che per adottare questa soluzione il medico dovrebbe prescrivere in termini assoluti i cannabinoidi che vuole vengano assunti dal paziente. E nessuno lavora in questa maniera. Quello che si potrebbe auspicare è che una metodica ufficiale di titolazione, alla quale il medico possa riferirsi, venga prevista nella. Quello che invece è più probabile è che siano i militari a produrre un olio con una loro metodologia e titolazione e che poi venga distribuito alle farmacie. In questo modo si tenderebbe a ridurre le differenze fra le stesse, almeno fra quelle che non dispongono di macchinari per titolare.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


6 + cinque =

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Cookies Policy

Cosa sono i cookies?

I cookies sono file di testo di piccole dimensioni che possono venire scambiati con il browser quando un utente visita un determinato sito internet. I cookies consentono a un sito di riconoscere un particolare dispositivo (computer, tablet, telefono cellulare o altro dispositivo mobile) o browser.

 

Quanti tipi di cookies esistono?

Esistono diversi tipi di cookie:

 

Come utilizza i cookies Canapamedica.it?

Canapamedica.it utilizza i cookies per rendere l’uso del sito più semplice e per meglio adattare l’esperienza di navigazione agli interessi ed ai bisogni di ogni singolo utente. I cookies possono venire usati per velocizzare le attività degli utenti su Canapamedica.it, come ad esempio l’accesso alla propria area riservata o la visualizzazione delle ultime pagine consultate. Inoltre i cookies possono essere utilizzati per compilare statistiche anonime aggregate che consentono di calcolare le visite al sito, per capire come gli utenti usano Canapamedica.it e per aiutarci a migliorarne la struttura, i contenuti e la navigabilità.
Attraverso i cookies non è comunque possibile identificare personalmente un utente di Canapamedica.it.

Canapamedica.it utilizza cookies di sessione, cookies permanenti e cookies di terze parti.
I cookies di sessione che scadono nel momento in cui viene chiuso il browser, vengono utilizzati principalmente per proporre all’utente gli ultimi annunci consultati.

I cookies permanenti servono per consentire all’utente di memorizzare i dati di accesso alla propria area riservata e non dovere effettuare il log-in ogni volta che si visita Canapamedica.it.

Alcuni cookies di terze parti sono utilizzati per calcolare le statistiche degli accessi e della navigazione su Canapamedica.it (ad esempio il numero dei visitatori giornalieri, il numero delle pagine viste, la durata di tali visite ecc…).
Tali cookies sono messi a disposizione e gestiti da Google Inc. tramite il servizio Google Analytics che utilizza dei cookies che vengono depositati sul computer dell’utente allo scopo di consentire a Canapamedica.it di analizzare come gli utenti navigano all’interno del sito.
Le informazioni generate dal cookie sull'utilizzo di Canapamedica.it da parte dell’utente verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni allo scopo di tracciare ed esaminare l’utilizzo dei Sito Web da parte dell’utente, compilare report anonimi sulle attività dei visitatori all’interno di Canapamedica.it.

Facendo uso di Canapamedica.it, si acconsente al suo utilizzo dei cookies in conformità con la presente Cookie Policy.
Coloro che non volessero l’utilizzo dei cookies da parte di Canapamedica.it potranno cancellarli semplicemente andando nelle impostazioni privacy del proprio browser di navigazione e selezionando l’opzione di eliminazione dei cookies.

La scelta di disabilitare i cookie che impieghiamo, potrebbe influenzare l’esperienza dell’utente mentre si trova su Canapamedica.it e potrebbe limitare l’utilizzo di alcune funzionalità.

Chiudi