Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Sandro V.

Sandro V.

Set 22, 2013

Mi chiamo Sandro, ho 61 anni, sono sposato e ho due figli di 34 e 14 anni. Sono dipendente in un comune emiliano. Nel 1968 avevo 16 anni ed in quel periodo, come tanti della mia generazione, ho imparato a conoscere la canapa. Nel 1972 mi sono ammalato di colera ad Herat, Afghanistan. Dopo una settimana di orrenda diarrea e vomito mi sono recato nell’unico “ospedale” del luogo dove mi praticarono delle flebo reidratranti. Rimasi ricoverato pochi giorni prima di rientrare in Italia, ma furono sufficienti per infettarmi con il virus dell’epatite. A quei tempi i marker dell’epatite C erano ancora definiti come non-a e non-b. Sta di fatto che al rientro dovetti curarmi per la brutta infezione intestinale e in quel momento imparai che ero in compagnia del virus dell’epatite. Epatite che è rimasta compensata fino ad una ventina di anni fa. Ho avuto la prima analisi di positività al marker dell’epatite nel 1974, ma fino al 1993-94 non ho avuto alcun sintomo e le analisi generali erano normali. Nel 94-95 ho fatto la prima biopsia e subito dopo il primo ciclo di Interferone per 6 mesi. Da quel momento sono cominciati i veri problemi. I sei mesi di terapia interferonica furono tremendi: da 65 kg che pesavo (sono alto 1,76) arrivai a pesarne 47. Per tutto il periodo di Interferone non riuscivo ad alimentarmi e in più mi aggredì una forte anemia. Dopo la cura ero veramente a pezzi. In più, dopo pochi mesi ero di nuovo positivo al virus. A un anno dalla terapia a base di Interferone il grado di viralità era aumentato e anche la steatosi [NDR. patologia cellulare legata all’accumulo intracellulare di trigliceridi a livello del tessuto epatico] del fegato era arrivata ad un grado di media gravità. Dopo due o tre anni ho di nuovo fatto un’altro tentativo di eradicazione ma ho dovuto interrompere dopo due mesi per gli effetti collaterali: forte anemia, vomito, dolori di testa e depressione alle stelle. Sospeso l’Interferone continuai a combattere contro un’astenia terribile, conseguenza dell’anemia e della scarsa alimentazione. Qui entra in gioco la canapa come farmaco. Prima di intraprendere la cura, temendo tutto, avevo da tempo sospeso qualunque assunzione di fumo, alcool e tabacco. Per puro caso, o meglio, sollecitato dalla contemporanea depressione che mi aveva lasciato la terapia a base di Interferone, ricominciai a fumare canapa,. Ricominciando a fumare la mia quotidianità cambiò. Riuscivo a mangiare ritrovando così lo stimolo della fame e al tempo stesso migliorando l’anemia ritrovai un varco fuori dalla depressione. Bisogna anche considerare che sono sempre stato quasi astemio, quindi gli unici momenti di rilassamento li avevo fumando canapa. Fino a qualche anno fa, essendo io un “vecchio frikkettone” non avevo grossi problemi a rifornirmi a prezzi decenti. Dopo la legge Fini-Giovanardi però il mercato é cambiato ancora: la “piazza” é diventata pericolosa, rifornirsi per strada é spesso un grosso rischio e io non me la sento più. Ma non avendo soldi per rifornimenti che fare? Gli assurdi rischi che si corrono con questa legge hanno spinto chi può permetterselo a rifornirsi di grosse quantità per uso personale e ha spinto gli sfigati come me a non avere più riferimenti come un tempo perché ognuno si é chiuso nelle proprie case. Avevamo, in tempi non lontani, una specie di gruppo di acquisto, in 4 o 5 univamo i soldi e a rotazione, secondo le occasioni, si faceva un acquisto comune per contenere un pò il prezzo. La Fini-Giovanardi ci ha talmente spaventato che tutto é finito, chi fumava per fini ludici, espressione che odio, ha smesso o ha accettato di pagare molto di più la sostanza pur di rischiare meno. Inoltre la malattia mi ha sempre più spinto verso l’isolamento perdendo contatti e conoscenze. Ho spesso pensato di coltivarla per i miei bisogni, ma non é così semplice logisticamente. Credo che la strada sia quella della depenalizzazione della coltivazione domestica per uso personale, ma conosco questo PD e sono molto poco ottimista per il futuro. E’ ora che tutti escano allo scoperto con un vero e proprio outing formale, cominciando a rischiare qualcosa in prima persona. Rivendicare il diritto almeno a curarsi é il primo indispensabile passo. E’ un vero paradosso vedere tanti altri come me, padri di famiglia, lavoratori e anche uomini di forte senso civico, ambientalisti e pure dediti al volontariato aggirarsi, nascosti il più possibile nei cappotti, nei parchetti e nelle piazze risapute di spaccio, alla ricerca delle due o tre stecche per potersi rifornire per la settimana, giustamente impauriti di essere beccati perdendo così patente, soldi etc. Insomma la canapa, da sempre, mi aiuta a mantenere stabilizzato un equilibrio accettabile, sia in rapporto alla malattia (riesco ad alimentarmi correttamente considerando comunque che tutt’ora peso 52 kg.) sia in rapporto all’ansia del vivere che spesso mi schiaccia con tutti i suoi problemi. Il mio sogno sarebbe vedere depenalizzata la coltivazione domestica per uso personale e di veder garantita ai malati, anche quelli molto più gravi di me, ai quali quel pò di sollievo a cui avrebbero diritto, viene rifiutato per pura stupidità, una qualità controllata. Facendo un bel salto temporale arriviamo ad oggi. Quello che vorrei sottolineare non é solo quanto la canapa dia benefici a chi é malato, ma anche il fatto che in questo assurdo paese lo stigma negativo su chi usa la canapa é così forte da impedire anche di essere curati a dovere. A proposito di ciò racconto cosa mi é accaduto solo qualche mese fa. Dopo la prima cura con Interferone ho continuato a tenermi controllato facendo frequenti controlli sull’evoluzione della malattia; per fortuna o altro, non so, il mio fegato é ancora lontano da gravissimi danni come la cirrosi e l’epatite appare compensata. Dovendo però, ragionare per il futuro, tre mesi fa mi sono deciso ad intraprendere un nuovo percorso di eradicazione del virus con nuovi protocolli terapeutici a base di inibitori della proteasi e ribavirina che sembra diano buoni risultati senza Interferone. In conseguenza di ciò mi reco dal primario di medicina generale del policlinico di Modena per iniziare la prassi per la cura. Faccio tutte le analisi che provano la mia alta rispondenza alla terapia (sia per genotipo del virus che per le condizioni generali) ma il suddetto primario, senza alcun mio preventivo consenso informato, ha predisposto analisi per il controllo di presenze di droghe e di assunzione di alcol nell’ultimo mese. Ovviamente queste analisi mi trovarono negativo a tutto tranne che alla cannabis. Risultato? Senza neppure convocarmi personalmente ho ricevuto una lettera a casa firmata dal primario che mi comunicava che essendo positivo alla cannabis dovevo essere considerato non idoneo alla cura, la motivazione era che sarei “portatore di comportamenti epatolesivi”. Incredibile ma vero, sono stato cacciato dal protocollo e mi hanno rifiutato il diritto alla cura. Mi sono poi rivolto ad un diverso reparto, malattie infettive, sempre dello stesso ospedale e a marzo ho iniziato la nuova cura. In questo altro reparto non ci sono stati problemi. Tutto questo racconto semplicemente per sottolineare quanta ignoranza, pregiudizio, stigma negativo ci sia anche in chi sarebbe tenuto a ragionare in termini scientifici. La terapia durerà un anno perciò spero tanto che la Regione Emilia Romagna deliberi presto per la canapa medica.

  • Contenuto non disponibile
    Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


nove + 9 =

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Cookies Policy

Cosa sono i cookies?

I cookies sono file di testo di piccole dimensioni che possono venire scambiati con il browser quando un utente visita un determinato sito internet. I cookies consentono a un sito di riconoscere un particolare dispositivo (computer, tablet, telefono cellulare o altro dispositivo mobile) o browser.

 

Quanti tipi di cookies esistono?

Esistono diversi tipi di cookie:

 

Come utilizza i cookies Canapamedica.it?

Canapamedica.it utilizza i cookies per rendere l’uso del sito più semplice e per meglio adattare l’esperienza di navigazione agli interessi ed ai bisogni di ogni singolo utente. I cookies possono venire usati per velocizzare le attività degli utenti su Canapamedica.it, come ad esempio l’accesso alla propria area riservata o la visualizzazione delle ultime pagine consultate. Inoltre i cookies possono essere utilizzati per compilare statistiche anonime aggregate che consentono di calcolare le visite al sito, per capire come gli utenti usano Canapamedica.it e per aiutarci a migliorarne la struttura, i contenuti e la navigabilità.
Attraverso i cookies non è comunque possibile identificare personalmente un utente di Canapamedica.it.

Canapamedica.it utilizza cookies di sessione, cookies permanenti e cookies di terze parti.
I cookies di sessione che scadono nel momento in cui viene chiuso il browser, vengono utilizzati principalmente per proporre all’utente gli ultimi annunci consultati.

I cookies permanenti servono per consentire all’utente di memorizzare i dati di accesso alla propria area riservata e non dovere effettuare il log-in ogni volta che si visita Canapamedica.it.

Alcuni cookies di terze parti sono utilizzati per calcolare le statistiche degli accessi e della navigazione su Canapamedica.it (ad esempio il numero dei visitatori giornalieri, il numero delle pagine viste, la durata di tali visite ecc…).
Tali cookies sono messi a disposizione e gestiti da Google Inc. tramite il servizio Google Analytics che utilizza dei cookies che vengono depositati sul computer dell’utente allo scopo di consentire a Canapamedica.it di analizzare come gli utenti navigano all’interno del sito.
Le informazioni generate dal cookie sull'utilizzo di Canapamedica.it da parte dell’utente verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni allo scopo di tracciare ed esaminare l’utilizzo dei Sito Web da parte dell’utente, compilare report anonimi sulle attività dei visitatori all’interno di Canapamedica.it.

Facendo uso di Canapamedica.it, si acconsente al suo utilizzo dei cookies in conformità con la presente Cookie Policy.
Coloro che non volessero l’utilizzo dei cookies da parte di Canapamedica.it potranno cancellarli semplicemente andando nelle impostazioni privacy del proprio browser di navigazione e selezionando l’opzione di eliminazione dei cookies.

La scelta di disabilitare i cookie che impieghiamo, potrebbe influenzare l’esperienza dell’utente mentre si trova su Canapamedica.it e potrebbe limitare l’utilizzo di alcune funzionalità.

Chiudi