Benefici e vicissitudini di un farmaco alternativo

Stefano Balbo.

Mi chiamo Stefano Balbo classe sessantaquattro, commerciante, con famiglia e due ragazzi. Fin da giovanissimo ho fatto molto sport, anche a livello agonistico e in seguito ho avuto l’occasione di entrare in Polizia Stradale. Dopo breve tempo ho avuto la possibilità di rilevare una piccola attività familiare e purtroppo sono iniziati i problemi di salute che hanno minato seriamente la mia vita. Verso i venticinque anni mi è venuta una fortissima pancreatite che mi ha causato un diabete insulino-dipendente. In seguito, periodicamente, ho avuto dei dolori di schiena e al collo che mi costringevano a continui ricoveri, si credeva che i malesseri fossero causati dagli anni di agonismo e per questo motivo non ci badavo troppo. Nell’agosto 1998 sono stato ricoverato a Padova per lungo tempo perché non riuscivo a muovere le gambe e, se provavo ad alzarmi, mi provocavo dolorosissimi strappi muscolari. Per farla breve mi fu diagnosticata la sclerosi multipla. Tale diagnosi uccide psicologicamente più della malattia stessa e così, in preda a pesanti stati depressivi, iniziai la trafila di farmaci di protocollo. Come consuetudine iniziai con l’Interferone, che mi causò quattordici mesi di febbriciattola, dolori muscolari e nausea. Iniziai ad avere problemi nei valori ematici e sanguinavo spesso dal naso e dalle orecchie. Passai ad un’altra molecola d’Interferone più leggera, dovevo iniettarla a giorni alterni, ma dopo poche settimane non ero più in grado di dormire sogni tranquilli perché soffrivo in continuazione di pesanti spasmi muscolari. Nel 2004 passai al Copaxone, farmaco immunologico, che mi provocò pesanti effetti collaterali tanto da arrivare vicino alla morte. Il Copaxone, infatti, è un farmaco dolorosissimo che bisogna iniettarsi quotidianamente, tale farmaco non deve essere iniettato in vena o capillari perché le reazioni allergiche possono essere gravi e dolorose. Ho subito cinque gravi shock anafilattici che m’impedivano di respirare: l’ultima crisi è durata venti interminabili minuti e ci sono volute due settimane per riuscire a muovere i primi passi visto che i dolori muscolari provocati mi bloccavano le gambe. Tale farmaco è di difficile somministrazione, il caldo dell’estate e l’accidentale somministrazione del farmaco nel capillare danno spesso vampate di caldo, nausea, depressione, inoltre avevo sempre più seri dolori alla gamba sinistra che partivano dall’inguine e arrivavano fino al piede e così mi decisi a chiamare il mio neurologo per comunicare l’intenzione di smettere di curare una malattia che a tutti gli effetti è incurabile. Mi chiamò per una visita e mi sollecitò a non sospendere le cure perché a breve ci sarebbero stati farmaci cannabinoidi capaci di portare “soggettivamente” sollievo agli ammalati di sclerosi multipla. Compreso di cosa si trattasse me ne andai arrabbiato e sbattei pure la porta, a prescindere dal mio passato, mi sentivo preso in giro e pensavo: “ Ma come, io sto male e il medico suggerisce di aspettare farmaci cannabinoidi, la marijuana!” Pur avendo sospeso i farmaci di protocollo il dolore all’inguine e alla gamba non passava, il motivo era la nascita di due tumori maligni inguinali operati nel giugno 2005 (poi anche nel 2008). L’esito della rimozione dei tumori, il diabete e le controindicazioni della radio-terapia post operazione mi avevano tolto qualsiasi energia e la volontà di tirare avanti. Una sera dopo cena un ospite tiro fuori una canna d’erba e insistette nel farmela provare. Io ero stato in Olanda nel 2000 e non mi ero sognato di fumare nulla perché pensavo che se la canapa facesse male a una persona sana, figuriamoci cosa avrebbe potuto fare ad un rottame come me. L’amico insistette nel farmi provare, ed io che ero lontano dalla famiglia, stavo male e peggio di così non potevo stare, quella sera provai per quattro volte, apparentemente senza sentire nulla. La notte dormii divinamente senza bisogno di tranquillanti, i miei muscoli si erano rilassati e non avvertivo i sintomi anche di un’ennesima malattia, che mi aveva colpito nel frattempo, la “Styff Man Sindrome” “sindrome dell’uomo rigido”. Ne parlai subito con il mio medico che realizzò i vantaggi che mi avevano apportato i cannabinoidi. Presi contatti con l’associazione A.C.T., Associazione Cannabis Terapeutica, e mi diedero tutti i suggerimenti per richiedere il farmaco, nel mio caso il Sativex, uno spray sub linguale composto in rapporto 50:50% con THC e CBD. Il Sativex agisce in modo differente da soggetto a soggetto. Il THC ha il potere di facilitare la neuro-trasmissione ed è un potente vaso-dilatatore, il CBD (cannabinoide non psico-attivo) combatte i radicali liberi e ha potere anti-infiammatorio. Il Sativex mi toglie le fastidiose nausee che hanno spesso gli ammalati di SM e con la giusta dose facilita il sonno e dona appetito. Mi alza la serotonina e di conseguenza i dolori vengono meno e spesso spariscono, sono più mobile e mi attenua tantissimo la fatica. Prima, oltre ai classici farmaci immunosoppressori, ero costretto a prendere antiepilettici, morfine, antispastici, tranquillanti e psicofarmaci, ero depresso e rimbambito, adesso, grazie al Sativex, ho la serotonina alta, i dolori sono sotto controllo ed ho ripreso la patente. Alla prima richiesta finalmente ero riuscito a far arrivare all’ospedale di Bolzano la scorta trimestrale per i primi sette pazienti. La sorpresa è arrivata il giorno del primo ritiro avvenuto nel Day Hospital del S. Maurizio di Bolzano: un conto di 540 euro per un mese di cura. Pagammo solo in due. La morale era semplice: “Se hai i soldi, ti curi altrimenti puoi stare male”. Effettivamente l’assessore alla Sanità Dott. Theiner si era tenuto alla lettera: “Se non ci sono soldi, sono garantiti solo i farmaci di protocollo”. Così mi presentai dall’assessore in compagnia dei pazienti che non avevano utilizzato il farmaco per mancanza di soldi e feci notare che i farmaci di protocollo costano alle casse ASL circa 3.000 euro al mese a paziente mentre il Sativex ne costa 540, spesa che sarebbe potuta diventare di poche migliaia di euro se solo le genetiche medicinali fossero state prodotte a Laimburg (BZ) dietro la super visione del Dr. Gianpaolo Grassi CRA. [NDR. Centro ricerca agricola] di Rovigo. Avevo anche trovato un farmacista galenico dell’ospedale di Bolzano disposto a preparare una serie di farmaci stabilizzati. Davanti ai miei conti l’assessore rispose: “ Bisogna pagare il farmaco perché questo non è un farmaco!” Alche replicai: “Se non è un farmaco lei è uno spacciatore!” Alla mia risposta decise di concedere a tutti il farmaco. Ora tutti i pazienti della provincia di Bolzano ottengono il Sativex gratuitamente, ma questo è stato possibile dopo una lunga battaglia contro i mulini a vento. Comunque ringrazio il Dr. Richard Theiner e il Pres. del Cons. Prov. Bolzano Adolfo Minniti per avere, alla fine, concesso gratuitamente il farmaco. I mulini a vento con i quali ho combattuto sono stati soprattutto il pregiudizio e la disinformazione. I pregiudizi con l’opinione pubblica li avevo facilmente superati grazie a numerosi giornalisti locali che avevano trovato le parole giuste per far conoscere il dramma di un gruppo di malati in cerca di un pò di benessere. Adesso faccio parte di ACT e cerco di portare aiuto e conforto ai pazienti con la mia testimonianza. All’inizio ho combattuto con la forza della disperazione adesso con la forza della ragione. Il farmaco di solito arriva quasi regolarmente presso l’ospedale di Bolzano e lo ritiro una volta al mese. A margine di questo, purtroppo mi arrivano numerose richieste d’aiuto da tutta l’Italia: in molte provincie sospendono la fornitura dei farmaci e obbligano i pazienti a pagare tre mesi di cura anticipata, che indipendentemente dal tipo di farmaco cannabinoide fanno almeno 1.500 euro. Ci sono zone geografiche del nostro paese dove, sul mercato nero si trovano 500 grammi di erba a 1.500 euro, mentre un grammo di Bedrocan ritirato in forma galenica in farmacia non costa meno di 38 euro al grammo. Sono questi tipi di ostacoli che portano molti pazienti a non curarsi oppure a commettere dei reati. Personalmente avere il diabete, SM, Styff Mann Sindrome e problemi oncologici non è il massimo della vita, ma se hai le endorfine alle stelle e sei ottimista riesci a superare qualsiasi ostacolo. Nel mio piccolo mi sento molto fortunato, ho solo capito che chi ci amministra è molto bravo a sopportare il dolore degli altri. 

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2 comments

  1. Vorrei maggiori informazioni sull’uso della canapa a scopo curativo

  2. Vorrei maggiori informazioni sull’uso della canapa a scopo terapeutico

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